pioviggina
2002
pioviggina l’aria è
fresca piena di aromi
tutt’e tre ora vanno
spediti in via libertà da piazza alberico gentili a piazza croci
parlano tra loro in
maniera rotatoria e senza guardarsi in faccia
1
mi piace anna affronta bene le curve mi piace
non somiglia in nulla alla contessa ciano
se è per questo neppure al conte p
guardala
è il mio eroe
2
mangiatrice di carboidrati
gregaria coi controcazzi
fa tutte filate le sue otto ore di sonno
ritarda spesso ma è sempre reperibile
insomma tu pensaci
3
nel calcio la perfezione fa zero a zero mentre l’imperfezione
fa spettacolo
il suo è carattere senza carattere
che vuoi è l’ultima delle non classificate
4
anna? ma anna non ha le ricorrenze
eggià eppure non le mancano i suoi tre quattro giorni di blu
ogni mese
come fa?
lei la vedesse si ammuccia ha spasimi vomita che pena
però ingurgita dolcetti a tutto spiano
ma dove li prende i soldi
il che poi aiuta a non avere carattere
nel sessanta imitava alla perfezione carlo bruni un cantante
napoletano
non so se lei ne ha sentito parlare carlo bruni aveva un
falsetto tutto suo
5
se è l’anna che penso io manca totalmente di vanità
è quella che è perché ha attorno una situazione di vita da
latte alle ginocchia
quando è in casa elena la sorellina più piccola la tartassa
con ‘oggi mi porti da sibilla?’ sibilla
è un negozietto di cianfrusaglie che sta in una traversa la vicino
ah si?
anna per interrompere quella litania smette all’istante di
fare quello che stava facendo e comincia a pensare è una cosa inimmaginabile
6
in borsa? ma che dici? gioca solo due lire
scorre due volte la settimana il giornale delle pulci
da una mano a scaricare il furgoncino delle conserve
interrogata fa smorfie
fa traboccare apposta il caffè sul piattino
sparla del suo bel servo frocio
va in calesse da lercara a castronovo
al cinema rompe i cazzi ai vicini ogni minuto
in casa interrompe in continuazione i compiti
nel quotidiano locale d’ieri non trova mai quello che
esattamente sa di oggi
alla prima chiamata si precipita sempre in ritardo
fa il tifo per l’aggressore intelligente contro l’aggredito
vendicativo
non vista scoreggia che pare un cocchiere
se ha fame poi non mangia ingurgita
spilluzzica con gli occhi lo scontrino dell’autobus cercando
l’orario che però è troppo sbiadito e siccome lei è miope forte non lo trova
mai e allora protesta sempre che la
macchinetta non funziona come dovrebbe
conserva per l’anno dopo le candeline per la torta di
compleanno della sorellina
anche lei si pettina alla sanfasò
fa pipì perfino con sei ore di ritardo
che io sappia non c’è mai stata
si però ogni volta dice okkei e poi subito va via
oppure rimane e ascolta il direttore scuotendo la testa
mette al loro posto i calzini
dice vengo
predispone la bisogna per altri bambini
scompare
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Gaetano Testa, Tripatrap al sangue (2001), smalto su legno, cm 9x9.
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fuori piove
fuori piove – in coda
all’ufficio postale – luce al neon brusio di chiesa – le loro due voci
indistinte provano alcuni punti della relazione che dovranno svolgere in aula
1
così duplice
l’eroe non imbarazzi
è proprio femmina
un sensale maschio
ma freddino
certe mattine d’autunno
tutt’e due a letto
sul tardi
lei con le sue natiche abbondanti
lui occhi cisposi
2
in altre mattine no
neppure si alza
per l’eroe fa fronte l’ignoto
è baco
laboratorio sperimentale del vivacchiante
sfoggerà età diversa
aspetto limaccioso
e tu chiamalo pasquale verderame
impiegato come operaio avventizio
nel distaccamento ville
& giardini
dell’amministrazione comunale di palermo
del comune di palermo
tranquillo
non modificherei di una molecola il suo potenziale di sofferenza
biologica recidivante
3
l’eroe comunque non è vendicativo
anche se non manca di saccenteria
gliela farà pagare per questo ammonticchiare dati verificati
e indizi casual
a roma non faranno conto delle sue risorse
nella corriera
nella corriera che
procede veloce verso lercara sballottati di qua e dilà tutt’e due parlano con
uno sconosciuto che ha l’aria di desiderarlo
1
tutti almeno due volte al giorno hanno a che fare con lui
sopratutto i meno abbienti e i più giovani
deve sapere che quì c’è una percentuale altissima di
sbarbine che fanno giochi con i vecchi
(“oggi mi sono alzata male per carità non mi provocare”
mi giro a guardarlo in
faccia
“sei bella”
“non sfottere”)
2
è detta anche casualità
del cavolo
caramelle alla veronica e conogelato alla panna
ma non è goloso no
non sa raccontare s’impappina arrossisce
canticchia
si quando è donna sfoggia stornelli catalani
da sette mesi vive a manaus in un capanno
ma se lei ci tiene è rintracciabile
si
ovunque sopratutto da qualche parte in kafiristan
gli capita si
si
non ha problemi di sopravvivenza economica
è l’immagine
si
è per sfuggire agl’impegni domestici
e poi finge in continuazione ciò che non è
o ciò che non ha
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Gaetano Testa, Bastiano strafatto (2001), smalto su legno, cm 7x13.
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g & p
(bere vin dolce e
sbottonarsi al sole)
g e p a tavola stanno
mangiando
alla stessa tavola un ospite
silenzioso che mangia e beve li osserva e li ascolta
1
romolo valli
che c’entra romolo valli g?
romolo valli non è stato mai costretto a rubare
e perciò diciamo che sotto quest’aspetto l’eroe è tale e
quale Romolo Valli
il romolo valli che è poi morto per un puro incidente
si
e l’eroe invece non muore
non muore mai
no p
noi g possiamo anche sostenere che l’eroe è calunnia e il
nostro interlocutore non se la prenderà o sbaglio?
un sinonimo dell’attore Romolo Valli?
ma si se si può preferire così
calunnia o eroe?
calunnia
non mi pare una risorsa di cui compiacersi
2
e s’incavola se qualcuno un qualcuno qualsiasi anche un senzacasa
gli contesta la tinta del capello oppure alza la voce o gli da le spalle e se
ne va senza dirgli ciao me ne sto andando
e se ne va sul serio
se ne va e basta
insomma se ne va e scompare di colpo
io però lo faccio capace di tornare indietro e domandare
scusa
vero
l’eroe maschio è così recita
recita si ma appena appena
è un chicchessia che può avere qualsiasi età
mentre l’eroe femmina è rarissimamente
è quasi esclusivamente l’anziano
è vero
e con la faccia butterata dal vaiolo
beh
caro p un eroe brutto non fa affatto bene alla causa dell’eroismo
che poi se vogliamo è propriamente la causa dell’immortalità
appunto e l’immortalità è desiderabile per definizione
si
ora se non sbaglio dovremmo passare alle olive
se è per desiderio immediato non sbagli
nei fatti l’eroe è una figura che mi fa un po ribrezzo
sarebbe prudente non averci mai a che fare
mentre se fosse schifosa come molti fatti la suggeriscono
incoraggerebbe qualche tua confidenza
sai sto invece pensando che la passione del brutto è una
specie di sfida contro l’abitudine al quotidiano
il quotidiano politico o alimentare
il quotidiano e stop
è vero è una passione che allatta il disgusto
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Gaetano Testa, Arianna annessa (2001), smalto su legno, cm 9x9.
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