TRADUCENDO MONDI

 
LETTERATURA DI CAPO VERDE


Tradotto due anni fa in italiano il libro di Baltasar Lopes, un’opera considerata dall’Unesco “patrimonio dell’Umanità”, nonché capostipite della produzione letteraria di queste isole dell’Atlantico, ex-colonie portoghesi. Il lungo e complesso lavoro di traduzione si è intrecciato con i vivi rapporti intrattenuti con la comunità capoverdiana in Italia (la metà vive a Roma), che ora legge nella nostra lingua una storia che è un po’ il racconto di ognuno di loro, emigranti con fortissime radici in patria.

di Vincenzo Barca
 
TRA PROFESSIONE E PASSIONE


L’effervescente racconto di dodici mesi trascorsi a tradurre “La Horde du Contrevent”, una fluviale narrazione di genere fantasy del francese Alan Damasio, connotata da una scrittura assai ricercata e piena di invenzioni verbali e di neologismi. Il che ha richiesto un accanito e difficilissimo impegno di trasposizione e di ricreazione in lingua italiana per trovare la ‘voce’ letteraria giusta, in grado di soddisfare la committente Editrice Nord. Qui il traduttore deve diventare un camaleonte psicologico capace di diventare ventitré persone distinte. Un tour-de force che alla fine si percepisce come l’opera della propria definitiva maturità.

di Claudia Lionetti
 
ESPERIMENTI


Ecco il diario di un singolare ‘ménage à trois’ traduttivo sui “Crolli” di Rosaria Lo Russo, in cui è stato coinvolto il poeta e scrittore irlandese William Wall. Il passaggio dei versi della poetrice fiorentina dall’italiano all’inglese è avvenuto per approssimazioni successive attraverso una triangolazione interlinguistica faticosa, ma molto stimolante. La pubblicazione ancora non c’è stata, mai i testi verranno presentati e letti al prossimo World Book Fest UNESCO di Cork.

di Serena Todesco
 
WORKSHOP


Le due organizzatrici di un “laboratorio autoformativo” per chi traduce testi letterari raccontano il senso di un’esperienza durata cinque anni (e attualmente in pausa di riflessione). Nata anche dallo stimolo del gruppo di lavoro en>it condotto da Susanna Basso e Rossella Bernascone, questa iniziativa ha mirato fin dall’inizio a recuperare gli spazi necessari dedicati alla riflessione tecnica, teorica o etica sulla pratica della traduzione.

di Ada Arduini e Gioia Guerzoni
 
INTERVISTA A SINÉAD MAC AODHA


Una conversazione con la direttrice dell’ILE (Ireland Literature Exchange) che finanzia borse di soggiorno ai traduttori che si occupano degli scrittori irlandesi. L’ospitalità permette di entrare in contatto sia con il mondo urbano che con quello rurale e di avvicinare pure varî esponenti del mondo artistico e culturale dell’isola. Di contro, come nel resto del mondo anglofono, i libri stranieri tradotti nel paese sono meno del 3% di quelli pubblicati.

di Federica Aceto
 
UNA NORMATIVA DA CONOSCERE


Esistono da oltre sessant’anni dei dispositivi legislativi che regolano e tutelano il lavoro di chi traduce, ma che vengono ignorati da gran parte della categoria e, naturalmente, disattesi dagli editori. Si è, così, tenuto poche settimane fa un seminario in proposito nella biblioteca di Villa Mercede a Roma, in cui è intervenuto il prof. Fabrizio Megale che ha pubblicato nel 2004 l’unico testo organico sull’argomento finora disponibile in Italia.

di Elisa Comito
 
DIFFERENZE LINGUISTICHE E CULTURALI


Districarsi tra lingue diverse suscita sempre numerosi problemi concreti di ordine grammaticale, morfologico, sintattico, lessicale, che oggi possono essere affrontati anche alla luce dei ‘gender e queer studies’, magari per superare vecchi stereotipi sessisti. Qui si fa riferimento all’esperienza diretta fatta durante l’elaborazione della versione in italiano del ciclo poetico “Madame Intuita” della scrittrice polacca Izabela Filipiak.

di Alessandro Amenta
 
LINGUE ‘MINORI’


Una traduttrice dal romeno racconta le difficoltà di proporre libri da una letteratura conosciuta nel nostro paese da ben poche persone. Occorre moltiplicarsi e diventare anche ‘scout-agente-pierre’ dovendo combattere con le scorrettezze delle case editrici, con le pretese degli autori e, talora, con imprevisti concorrenti. Ma alla fine resta la soddisfazione di contribuire a gettare ponti culturali più saldi tra l’Italia e la Romania.

di Ileana M. Pop
 
REVISIONI NECESSARIE


Bisogna rileggere e riscoprire gli ultimi libri del grande scrittore americano, in cui si faceva cantore dei sentimenti autentici, dell’onore e della morte. Ma se in patria veniva assediato dai petulanti teorici dell’accademia, in Italia egli è stato mal tradotto e peggio compreso, e il suo mito si è acriticamente dissolto in quello di Fernanda Pivano. In questo intervento alcuni esempi, da “Across the River” e “The Old Man and the Sea”, di doveroso aggiornamento e correzione delle correnti versioni nazionali di ‘Papa’.

di Piero Ambrogio Pozzi
 
CONFLITTO IN CECENIA


“Ragazze della guerra” di Susanne Scholl è un romanzo-reportage germinato da un film su Anna Politkovskaja e incentrato sulle sofferenze delle donne cecene, prime vittime dello scontro bellico con Mosca e dei cui diritti si era fatta portavoce la giornalista russa assassinata. L’autrice della versione italiana del libro autoanalizza gli svariati problemi tecnici e semantici della traduzione, ma rivela pure l’empatia profonda con le tragedie raccontate e richiama la figura di Natalija Estemirova, un’altra attivista pacifista rapita e assassinata nel luglio scorso.

di Chiara Marmugi
 
Sommario

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