GINO DE DOMINICIS
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CINEMA AMERICANO
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Tra stelle e corpi ‘down’ alla ricerca dell’immortalità
Al MAXXI di Roma un’importante mostra, curata da Bonito Oliva, del ‘corpus’ principale delle opere dell’artista anconetano, morto nel 1998 a soli 51 anni. Un’esposizione che indaga le matrici antropologiche e sacrali del suo percorso, attratto dalla circolarità mitopoetica del tempo e dai misteri dell’universo, degli astri e dei pianeti, così come proteso a generare immagini icastiche di personaggi viventi ma immobili, di oggetti, pietre e scheletri con i pattini a siglare un’idea visionaria di immanenza degli esseri e del mondo.
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di Barbara Goretti
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Da Nolan a Scorsese un’ondata di pellicole nell’altrove della mente
Con il recente, ambizioso “Inception”, protagonista Leonardo Di Caprio, il quarantenne regista londinese crea un alto prodotto di intrattenimento e insieme costruisce un modello di film ‘mind-bender’, inserendosi con personalità in un filone inaugurato all’alba degli anni 2000 dalla trilogia di “Matrix” (dei fratelli Wachowski) e in parte dal delirio glamour di “Fight Club” di David Fincher. L’autore di “Mean Streets”, invece, con “Shutter Island”, ambientato in un grande e inquietante manicomio-prigione, esplora i territori inusitati del noir con sfumature psicologiche, attraverso un serrato gioco di specchi e rimbalzi sulle instabili pieghe dell’inconscio del protagonista interpretato ancora da Di Caprio.
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di Sarah Panatta
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PÉTER FORGÁCS
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ADDII
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Ungheria privata: una archeologia della memoria in quindici film
Il sessantenne ‘media artist’ e regista
magiaro ha creato una monumentale video-opera sulla storia del suo paese dal
1920 al 1980, basandosi sul montaggio e rimontaggio di immagini amatoriali e
filmini di famiglia di gruppi parentali di origine ebraica. A lui è stata
dedicata lo scorso ottobre, all’Università La Sapienza di Roma, una personale
in cui sono sono state proiettate quattro pellicole: “Il Vortice” (1996), “Il
Paese del nulla” (1996), “Il bacio di Kádár” (1997) e “A Bibó Reader” (2001).
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di Valentina Valentini
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L’ultimo viaggio di Ucciu Aloisi, il cantore antico del Salento
Si è spento all’età di 82 anni, il
grande aedo della taranta salentina. Era il depositario postremo di una
tradizione musicale-contadina studiata quasi sessant’anni fa da Ernesto De Martino
nel suo famoso saggio “Sud e magia”. Nella ‘tarantata’ le
veementi espressioni del canto, il ritmo sostenuto della fisarmonica, le note
stridenti del violino e le percussioni potenti dei tamburelli inducevano uno
stato di trance, di ‘malattia-guarigione’ dal ‘ri-morso’ del ragno. Celebrato
ogni anno alla Festa della Taranta a Melpignano, adesso la sua eredità passa al
gruppo di otto elementi che porta il suo nome.
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di Paolo Rausa
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ITALO SCELZA
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BABILONIA ’N’ ROLL
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Luce inestinguibile nella casa contaminata
Presso la Galleria La Bezuga di Firenze, si inaugura questo mese la nuova mostra
dell’artista avellinese, il cui magistrale espressionismo è stavolta percorso
dai lividi bagliori della personale lotta contro una malattia terribile come il
cancro. Ne è venuta fuori una serie di olii su tela che costituisce una lezione
di linguaggio violentemente straniato anche contro chi ne è autore. Nello
stravolgimento patologico delle opere non c’è mai una stilla di patetico, una
sia pur minima bava sentimentale. Come avrebbe detto Sanguineti, qui il pittore
attraversa il suo sempre vivo piacere di figurare, ma va oltre il proprio
stesso narcisismo, per farsi ‘storico’ del mondo ‘di sotto’.
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di Mario Lunetta
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Vite spericolate, degenerazione e morte delle rockstar
Nel libro di Ezio Guaitamacchi, edito da Arcana, “Delitti Rock – da Robert Johnson
a Michael Jackson: 200 indagini sulla scena del crimine”, in oltre quattrocento
pagine si passano in rassegna le moltissime storie senza lieto fine tanto dei
divi, quanto delle figuri minori della scena musicale anglo-americana del
secondo Novecento. Vicende e decessi tragici di personaggi come Lennon,
Hendrix, Morrison etc. che hanno toccato e influenzato moltitudini di fan in
tutto il mondo, sia per la loro arte, sia talora come modelli esistenziali
spinti all’eccesso e all’autodistruzione.
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di Cosimo Ruggieri
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ENNIO DI VINCENZO (1930-2009)
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“CICLOPOETICA 2010” DA TORINO A VENEZIA
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ALESSANDRO DAL LAGO
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Una lingua plurale per un mondo disperso
Un
ricordo critico dell’importante artista abruzzese, morto lo scorso anno, il cui percorso creativo toccò il suo
acme allegorico nella serie dei “Vetri antisfondamento”, dove l’approccio
fortemente materico alla lastra di cristallo violentata, si rigenerava in un
elegante e visionario processo di metamorfosi estetico-formale. In questa
scrittura cristallografica agita sul principio del trauma, dell’urto, si poteva
leggere il riflesso dell’arrogante fragilità del reale.
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di Mario Lunetta
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La poesia su due ruote inseguendo un’utopia di pensiero attivo e di libero amore per cultura e natura
Un più che
incoraggiante bilancio a consuntivo dell’originale manifestazione
sportivo-letteraria che si è snodata per oltre 500 chilometri dal capoluogo
piemontese alla città della laguna, facendo tappa a Frassineto Po, Pavia,
Piacenza, Parma, San Benedetto Po e Ferrara. Dopo le due edizioni del Sicilia
Poetry Bike, questa edizione nordico-padana lungo il corso del fiume Po ha
confermato il successo e la viva adesione per una iniziativa, unica nel suo
genere in Italia, in cui nell’arco di tre anni sono stati coinvolti un
centinaio di collaboratori e circa duecento artisti.
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di Enrico Pietrangeli
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Smontare il ‘mito Saviano’ per delegittimarlo?
Presso
Manifestolibri è uscito il libro “Eroi di carta (il caso Gomorra e altre
epopee)” del sociologo romano che ha suscitato una tempesta di polemiche, innanzitutto
a sinistra. Il suo autore si industria ad attaccare l’ambigua e, secondo lui,
non attendibile dimensione docu/fiction dello scrittore napoletano, non
comprendendo che il suo straordinario successo dipende proprio da uno stile
vibrante che mescola o confonde verità e artificio. Il punto è che non si può
capire fino in fondo il narratore partenopeo se non si entra nella logica di
una generazione che vede in lui la figura di uno che smuove le acque, che
denuncia il marcio, che cerca ancora di cambiare le cose contro lo stato di rassegnazione,
di demotivazione, di disillusione che è ormai anche degli ex-sessantottini come
lo studioso dell’Ateneo genovese.
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di Domenico Donatone
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Sommario
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