LUOGO COMUNE

 
“NOI CREDEVAMO”


Quella del regista napoletano è una pellicola necessaria che, attraverso un ‘epos’ insieme crudo e romantico, ricostruisce il processo storico che ha condotto all’Unità d’Italia, dall’angolazione dei repubblicani mazziniani, sottolineando le contraddizioni insanabili, i proclami denegati, le illusioni, i tradimenti e i risentimenti che connotarono i moti patriottici. I modi assai imperfetti e sbilenchi che portarono all’unificazione della penisola, incidono ancora al presente come pesanti ferite politiche che non consentono di concepire un “Noi” collettivo condiviso da tutta la nazione.

di Sarah Panatta
 
ANGELO GUGLIELMI


Nel suo ultimo libro “Il romanzo e la realtà”, l’ex teorico della neoavanguardia dà conto degli ultimi decenni della letteratura italiana, pronunciandosi a favore di chi, come Tondelli, ha saputo restituire ‘narratività’ alla prosa, e di chi cercando verità ed esperienze reali si affida al racconto memoriale. Però, poi, nella rosa delle sue contraddittorie preferenze troviamo Saviano e Camilleri, Cerami e gli scrittori ‘cannibali’, Lucarelli e Ammaniti. E non si capisce più qual è l’opzione critica.

di Gualberto Alvino
 
LETTERATRONICA


È di prossima uscita online un e-book poetico di Gualberto Alvino intitolato “Da caccia, da séguita e da ferma. Distassie del melo e della folgore”. Ne pubblichiamo l’introduzione densamente analitico-barocca che si immerge nella lussureggiante materia testuale dell’autore romano, rilevando il suo parossismo, la sua dismisura linguistica, la sua ‘narranza’ e ridondanza, traboccante di odori, sapori, oggetti, movimenti e fantasmi d’eros.

di Giovanni Fontana
 
UN FESTIVAL A NETTUNO


La manifestazione che si è svolta lo scorso ottobre nella cittadina laziale, ha presentato un articolato panorama delle attuali tendenze della scrittura poetica, mettendo assieme autori performativi e autori lirici, cantastorie e videopoeti. Storici rappresentanti della poesia anni ’70 come Tomaso Binga e Antonio Veneziani si sono, così, incrociati con rappresentanti dell’ultima generazione come l’estrosa genovese Chiara Daino. Animati i dibattiti sull’editoria di poesia che, in assenza di mercato, è fondamentalmente un’autoeditoria.

di Enrico Pietrangeli
 
SU ANTONIO PENNACCHI


L’autore del romanzo che ha vinto quest’anno il Premio Strega critica i suoi critici, accusandoli di ideologismo vetero-sinistro e ‘razzistico’ per non avere compreso che nel suo libro, definito il ‘Via col vento’ delle paludi pontine, lui tratta i fascisti come ‘persone’, gli restituisce una ‘dignità umana’ negata dagli spocchiosi antifascisti. Ma il punto è un altro: non è negare l’umanità delle genti mussoliniane, ma il fatto che in tutto il suo fluviale racconto non viene mai fuori il lato totalitario, oppressivo, violento e squadristico del fascismo.

di Gualberto Alvino
 
CINEMA E RISORGIMENTO


Soltanto Mario Martone con “Noi credevamo” ha raccolto un appello che lanciò l’ex presidente della Repubblica Ciampi a girare dei film per il 150° anniversario dell’Unità. Eppure fin dagli albori – a partire da “Garibaldi” (1907) di Mario Caserini – il filone risorgimentale ha nutrito la cinematografia nazionale. Passando per “La cavalcata ardente” di Carmine Gallone, “Anita” di Aldo De Benedetti, “Un garibaldino al convento” di Vittorio De Sica, fino ai capolavori di Luchino Visconti “Senso” (1954) e “Il Gattopardo” (1963). E ricordando ancora, tra gli altri, “Quanto è bello lu murire acciso” di Ennio Lorenzini, “Bronte, cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato” di Florestano Vancini, “In nome del popolo sovrano” di Luigi Magni.

di Enzo Natta
 
TESTO COLLETTIVO (6)



di “Noi Rebeldìa 2010.1.5”
 
L’ISOLA E I SUOI ANTICHI CONFLITTI


Un articolo-saggio ricchissimo di informazioni ed analisi storico-economiche e artistiche che aiuta a comprendere che cosa c’è dietro le recenti proteste dei pastori sardi che hanno invaso gli aeroporti di Olbia e Alghero, nonché i centri della Costa Smeralda, simbolo del turismo miliardario e del lusso arrogante e pacchiano. È falsa e sviante la contrapposizione tra un mondo pastorale arcaico e l’odierna economia globalizzata. È dall’Ottocento che l’industria casearia sfrutta pesantemente gli allevatori, riducendone progressivamente i margini di sopravvivenza.

di Ignazio Delogu
 
ANTONELLO RICCI – ALFONSO PROTA


 
3° PREMIO DI LETTERATURA ON-LINE “LE RETI DI DEDALUS”

Martedì 15 giugno 2010, a Roma, presso la Sala Convegni della Biblioteca e Museo Teatrale del Burcardo si è svolta la manifestazione di consegna del 3° Premio di Letteratura on-line “Le reti di Dedalus”, promosso e sostenuto dalla SIAE, dall’Ass. Cult. Reprò e dal Sindacato Nazionale Scrittori.

 

Quest’anno il Premio è stato assegnato (giurato unico il critico e scrittore Francesco Muzzioli, docente all’Università La Sapienza di Roma) a due giovani poeti: la romana Sara Davidovics e lo spezzino Federico Scaramuccia, che hanno per l’occasione effettuato un’articolata e apprezzata lettura antologica dei loro versi.

 

Durante l’incontro, condotto da Tiziana Colusso, dirigente del Sns, sono intervenuti la dr.ssa Stefania Amodeo, in rappresentanza della Siae, Rocco Cesareo, presidente di Reprò, e Marco Palladini, direttore della web-review “Le reti di Dedalus”. Il prof. Muzzioli ha letto la motivazione del Premio. 


a Sara Davidovics e Federico Scaramuccia - motivazione di Francesco Muzzioli
 
PER UN SOGGETTO POETICO COLLETTIVO


 
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