LUOGO COMUNE

 
GIORGIO MANGANELLI (1922-1990)


Un finissimo ritratto critico dell’autore milanese a vent’anni dalla morte. La sua mirabolante opera, principiata dentro lo sperimentalismo del Gruppo 63, ci appare come una catafratta discesa agli inferi, dove è sempre sottesa la polemica versus il ‘romanzo’, genere degenerato che in lui esplode in una macchina linguistica in moto perpetuo, che produce ‘iperipotesi’ costantemente indirizzate a mettere in crisi le convenzioni e gli statuti del discorso letterario. Nella concentrazione focalizzata sulle zone del decadere, della catastrofe terminale sta il senso storicamente fondato dei suoi libri tanto incatalogabili quanto attuali nelle loro ‘impossibilità narrative’.

di Massimiliano Borelli
 
“LETTERATURA E AZIENDA”


In un recente numero monografico della rivista “Narrativa” diretta da Silvia Contarini, sono stati raccolti gli interventi di un interessante convegno, tenutosi lo scorso anno a Parigi, che ha esaminato i modi e le forme in cui gli scrittori italiani hanno trattato i temi dell’economia, dell’impresa, della condizione operaia e dei conflitti di classe. Svariando da Paolo Volponi agli esordienti Francesco Dezio e Giorgio Falco, da Primo Levi a Giuseppe Genna, da Ermanno Rea ad Antonio Pennacchi, da Massimo Carlotto ad Aldo Nove, da Andrea Bajani ad Ascanio Celestini.

di Claudio Panella
 
ANDREA CAMILLERI


L’ultimo volume dell’interminabile serie poliziesca, imperniata sul commissario di Vigata, il ‘detective più amato dagli italiani’, parte da una notte di follia con due vecchietti che prendono a sparare dal balcone su una folla di ‘infedeli’. Un romanzo anomalo, a tratti spiazzante in cui lo scrittore di Porto Empedocle si avventura in territori inesplorati, pur conservando il suo inconfondibile stile basato su un irresistibile mix di satira, cinismo e allegra sicilianità.

di Valeria Pighini
 
TESTO COLLETTIVO (4)


di “Noi Rebeldìa 2010.1.3 ”
 
3° PREMIO DI LETTERATURA ON-LINE “LE RETI DI DEDALUS”

Martedì 15 giugno 2010, a Roma, presso la Sala Convegni della Biblioteca e Museo Teatrale del Burcardo si è svolta la manifestazione di consegna del 3° Premio di Letteratura on-line “Le reti di Dedalus”, promosso e sostenuto dalla SIAE, dall’Ass. Cult. Reprò e dal Sindacato Nazionale Scrittori.

 

Quest’anno il Premio è stato assegnato (giurato unico il critico e scrittore Francesco Muzzioli, docente all’Università La Sapienza di Roma) a due giovani poeti: la romana Sara Davidovics e lo spezzino Federico Scaramuccia, che hanno per l’occasione effettuato un’articolata e apprezzata lettura antologica dei loro versi.

 

Durante l’incontro, condotto da Tiziana Colusso, dirigente del Sns, sono intervenuti la dr.ssa Stefania Amodeo, in rappresentanza della Siae, Rocco Cesareo, presidente di Reprò, e Marco Palladini, direttore della web-review “Le reti di Dedalus”. Il prof. Muzzioli ha letto la motivazione del Premio. 


a Sara Davidovics e Federico Scaramuccia - motivazione di Francesco Muzzioli
 
UNA LETTERA (DISPERSA) A LEONARDO SCIASCIA (1921-1989)


Pubblichiamo un’epistola mai recapitata all’autore di “Il Consiglio d’Egitto” redatta da un critico conterraneo, che lo aveva conosciuto in gioventù ed è rimasto un suo fervente ammiratore per l’acuta, anti-conformistica intelligenza delle sue prese di posizione (pensiamo a “L’affaire Moro”), e per il secco, incisivo ‘illuminismo’ della sua prosa. Era un siculo di terra che probabilmente per questo non poté apprezzare la barocca epopea marina dell’“Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo.

di Stefano Lanuzza
 
TESTO COLLETTIVO (3)

di “Noi Rebeldìa 2010.1.2”
 
GESUALDO BUFALINO (1920-1996) - UN EPISTOLARIO


Per ricordare il 90° anniversario della nascita dell’autore di “Diceria dell’untore”, riproponiamo – a cura del destinatario – le lettere che scrisse nei suoi ultimi mesi di vita a Gualberto Alvino. Compreso un interessantissimo glossario per chiarire i molti dubbi etimologici al filologo impegnato a sceverare i suoi testi letterari.

a cura di Gualberto Alvino
 
VITO RIVIELLO - 1


Un anno fa, il 18 giugno 2009, moriva dopo una lunga malattia lo scrittore potentino. Nel ricordo di un giovane critico la sua figura assurge ad icona di una condizione assieme marginale e artisticamente centrale. Per l’autore lucano il fare poetico attinge l’universale dentro il particolare, e si fa uno strumento della comunicazione culturale, filosofica, emotiva all’interno di comunicazioni sempre più vuote.

di Domenico Donatone
 
VITO RIVIELLO - 2


In “Scala condominiale”, l’ultima plaquette pubblicata in vita dal poeta lucano scomparso un anno fa, i versi sembrano perlustrare ora un microcosmo domestico e familiare, ora un macrocosmo destabilizzato in cui è difficile conoscersi ed accettarsi. Il suo sguardo postremo registra inquietudini e discorsi frantumati che cadono in un presente vacuo e privo di simboli propri, che rischia di lasciare senza memoria e senza identità le nuove generazioni.

di Enrico Pietrangeli
 
UN’ANTOLOGIA POST-TERREMOTO



 
NUOVA FRONTIERA


Più che annunciata, in America è ormai in atto una svolta epocale che sta portando all’affermazione del libro digitale su quello cartaceo. Puntando ovviamente ad una piena integrazione ed espansione multimediale. Al di là di nostalgismi che non hanno più senso, la questione di fondo resta se la scrittura debba trovare in sé i modi e le forme per un rilancio espressivo o debba attingere ampiamente alla trasformazione tecnologica per trovare rinnovate capacità estetiche e comunicative.

di Enrico Pietrangeli
 
PER UN SOGGETTO POETICO COLLETTIVO


 
Sommario

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