MARIO PERROTTA
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TEATRO IN TIVÙ
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Amaro gran varietà per una vita senza più sogni né desideri
Nel suo ultimo spettacolo “I Cavalieri – Aristofane Cabaret”, il quarantenne attore-regista leccese si scatena a riscrivere temi e personaggi del commediografo greco in una chiave grottesca e tragicamente attuale. Ne viene fuori un ‘condominio Italia’ che appare una comunità dispersa, ossessionata dalla crisi e da un futuro senza prospettive e tuttavia pronta a ogni compromesso, tutti abilissimi nell’arte di arrangiarsi.
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di Titti Danese
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La scena dell’Assurdo proposta da Camilleri, introdotta da Ruggero Jacobbi
A metà degli anni ’70 lo scrittore e regista di Porto Empedocle riuscì a convincere i dirigenti della Rai a produrre una serie teatrale che comprendeva opere di Harold Pinter, Murray Schisgal, Arthur Adamov, Samuel Beckett, e chiamò lo studioso veneziano a presentare criticamente la messa in onda delle diverse pièces. I preziosi videodocumenti giacciono oggi nelle teche della televisione di Stato mal catalogati e pressocché dimenticati.
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di Luca Succhiarelli
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ROBERT WILSON INTERPRETA SAMUEL BECKETT
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MICHELE PERRIERA (1937 – 2010)
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SILVIA CALDERONI
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Un addio al Novecento senza nostalgia
L’autore-regista texano si è deciso a quasi settant’anni a mettere in
scena uno dei testi cardine del grande drammaturgo irlandese: “L’ultimo nastro
di Krapp”. Forse si tratta di un incontro fuori tempo massimo, però nel segno
di uno stile ‘alto-moderno’ tanto più riapprezzabile, nel suo nucleo critico,
oggi che va di moda un post-postmoderno teatrale in cui abbondano neoneorealismi
‘mélo’ e telenovelas ‘impegnate’ in chiave pop.
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di Marco Palladini
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Tra scena e letteratura, un artista appartato di respiro europeo
Un intenso ricordo critico dello scrittore, drammaturgo e regista teatrale siciliano morto lo scorso settembre, dopo una lunga malattia. Era stato partecipe del Gruppo 63, come giovanissimo esponente della cosiddetta’Scuola di Palermo’, dedicandosi poi per oltre tre decenni ad un lavoro di ricerca teatrale di forte originalità e imperniato sulla categoria della ‘interferenza’, come modalità operativa conflittuale sul corpo del linguaggio scenico. La sua collocazione nel ‘ridotto’ palermitano e la sua orgogliosa volontà di indipendenza, unita al rifiuto di ogni compromissione con il sistema, lo ha condannato al misconoscimento e alla ‘damnatio memoriae’ da parte sia degli attuali giovani teatranti, sia degli storici accademici.
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di Nevio Gambula
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Antigone è il ‘fuori misura del suo fare’
Nell’ultima trilogia dei Motus, l’attrice incarna la tragica eroina sofoclea come un’icona politica, come un emblema della rivolta giovanile, capace di connettere il mondo antico e quello contemporaneo, con rimandi alle uccisioni di Carlo Giuliani e dello studente greco Alexis Grigoropolus. Nei tre spettacoli-contest – “Let the Sunshine in”, “Too Late!” e “Iovadovia” – che abbattono le convenzionali barriere tra scena e spettatori, emerge la potenza viva del corpo e della voce della giovane interprete.
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di Chiara Pirri
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VISITA ALL’ODIN TEATRET
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“SHORT THEATRE - 2010”
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L’eredità di Eugenio Barba è inventarsi un teatro che ci corrisponde
Le
meditate e partecipi riflessioni della direttrice artistica della compagnia
romana Ruotalibera di ritorno da Holstebro, sede della celeberrima compagnia
fondata dal regista di Gallipoli. Pensieri ed emozioni su un maestro della
scena contemporanea, che è partito da una situazione di sradicamento e di
discriminazione per avviare un percorso di ricerca teatrale che dura da 46 anni
e che ha a che fare con una originaria, profonda ferita psicologica ed
espressiva, con un bisogno di rigore etico, di inoltrarsi in territori
pericolosi e sconosciuti, in cui echeggiano le visioni di Artaud, le
frustrazioni di Stanislavskij, i segni di Brecht e Grotowski. Cioè il pulsare
del ‘disordine’ creativo in attesa dell’Uomo Nuovo.
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di Tiziana Lucattini
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A Ovest del Mago di Oz
Alcune sfarfallanti incursioni nel programma della rassegna capitolina.
Un festival di tendenze performative tra teatro e danza, seguito da un folto
pubblico, in cui hanno spiccato la maiuscola prova attorale di Francesca Mazza
in “West” dei Fanny & Alexander e l’egregia esibizione corale del gruppo I
Sacchi di Sabbia con la sofisticata riduzione-parodia del “Don Giovanni di W.
A. Mozart”. Tra le presenze straniere si è annoverata la provocazione
etico-gastronomica e autovampiresca del catalano Sergi Fäustino con “Nutritivo”
e lo spettacolo-conferenza “Breve storia
del punk argentino” di Tatiana Saphir. Da citare ancora le performance dei
gruppi Pathosformel e Cosmesi, di Francesca Grilli e di Daniele Timpano che ha
anticipato il suo prossimo lavoro su Aldo Moro.
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di Marco Palladini
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VOLTERRATEATRO
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“NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 2010”
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Amleto e Alice uniti nella rivolta
Nell’ultimo allestimento firmato dal
regista Armando Punzo “Hamlice, saggio sulla fine di una civiltà”, i bravissimi
attori-detenuti della Compagnia della Fortezza tornano a far incontrare
Shakespeare e Lewis Carroll, nel segno di una resistenza ostinata e
irriducibile allo strisciante qualunquismo del presente e ai richiami di un ritorno
all’ordine. Tutta la parabola ultraventennale di questo straordinario ensemble
teatrale nato all’interno del carcere si è mossa, del resto, a partire dalla
volontà di esplorare ed inscenare variegate storie di diversità, di follia e di
morte, come precipua forma di riscatto e di liberazione per una umanità
reclusa.
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di Titti Danese
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Se le storie di Dostoevskij rivivono nei vicoli e nelle piazze dei Quartieri Spagnoli
Giunta alla sua
quarta edizione la manifestazione ha invaso lo scorso giugno gli spazi sia
canonici, sia ‘alternativi’ della città partenopea, seguita dicono gli
organizzatori da 108mila spettatori. Eppure è sembrato lo stesso un festival
teatrale per pochi: per un gran numero di spettacoli era praticamente
impossibile acquistare i biglietti, oltretutto spesso costosi. Sono difetti di
valutazione per una rassegna che ha presentato, comunque, molte proposte
innovative sia straniere che italiane. Da Jorge Lavelli a Peter Stein, da
Gustavo Tambascio a Zimmermann e De Perrot, da Alexander Zeldin a Gaetano
Ventriglia, da Davide Jodice agli attori rom diretti da Salvatore Tramacere che
hanno reinventato “L’opera dei mendicanti” di John Gay.
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di Rossella Grasso
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VIDEOCULT: “KING LEOR”
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Leo de Berardinis alle prove di “Re Lear”
Segnaliamo un
documento video di notevole importanza culturale, uno dei pochi in grado di
contrastare la dimenticanza che ha colpito il lavoro di Leo de Berardinis. Si
tratta di “King LeoR”, un documentario girato nel 1996 durante le prove
dello spettacolo “King Lear n° 1” e fatto circolare su YouTube, sotto
licenza Creative Commons, dal produttore Raffaele Rago e dal gruppo di registi (Emiliano
Battista, Patrizia Stellino, Silvia Storelli) che lo ha realizzato.
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Sommario
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