CHECKPOINT POETRY
MARIA LENTI
 

               

 

 

 da Cambio di luci, Ancona, Canalini e Santoni, 2009

                

                  gioco a primavera

 

 

                  Passeggero: “Fuori il verde!”

Siepe: “Fuori il tuo, ché il mio non perde!”

 

 

 

                   in aereo: di ritorno

 

 

- Un safari da togliere il respiro. E lei?

- Il Sahara, i Tropici…

- Scherza, suppongo. Non c’è nulla.

- Crede? Giallo-oro e baobab…

 

 

 

                   tra l’imbra e l’ambra

 

 

tra l’imbra e l’ambra i volti

sgranati per la privacy

(o rispetto dell’infanzia

in un bon ton - da poesia

se non fosse un urlo di ribrezzo

per quel prezzo pagato all’infinito)

                    

                     l’ombra ha coperto il viso

bambini  lunghi fucili in spalla

bambine e secchi per l’acqua al pozzo

                     non da riso il prima o il dopo

da singhiozzo

                 

niente pane niente abbecedari

niente fuochi d’amore niente giochi

niente sconti  niente tornaconti

 

                  fuori campo

                  patimenti affanni ponimenti

ordini ordinamenti

scongiuri illuminanti

pianti impotenti

convegni rotonde tavolate

prurigini rimpalli

                          e  cavolate

 

 

 

                 bonaccia

                                                       

 

                  L’estate bella attende un filo d’aria

che spiri dalla riva al mare aperto.

Nell’apparente calma della sera

una barca s’imbarca alla deriva

…veleggia ondeggia accelera spiata

                               e scampa la nottata

                                                

 

 

per versi ipotetici

               

                 

                  se un giorno tu tornassi

                           (una canzone?)

tu vivi sempre un se

                           (bene,  un ritorno)

si qua recordanti…

...                            (una citazione!)

se posso oltre sottrarre

                          (ah, uno storno)

se cerchi nuove pose kamasutra

….                         (allora, un porno)

se ricorre un più e non un meno

                         (un’addizione)

se spartissimo animae dimidium meae

                         (oh, una divisione)

se obbedienza non è, agiremo

                         (ah, moltiplicazione)

se il tuo corpo, il tuo corpo

 (solito: invocazione)

se ieri, no - oggi -, forse domani

                           (dunque: consolazione)

                  se fosse nell’e-mail (o nella cassetta)?

                           (slungata prolusione)

se il tempo si fermasse e nello spazio

                           (ehi, là, che strazio)

se un sempre, un tanto, un mai

                           (ma di che parli?)

se ancora i portici di Urbino

                           (madonna! ancora lì)

se mai un infinito

                           (il vizietto! era giusto qui)

                                                                             

 

 

 

domenica d’incontri

 

 

                  podisti

ciclisti

pattinatori skate-boardisti

naturisti salutisti (jogging/footing)

pescatori

birds-watcheristi

cell-telefonisti

IPO-disti

mezzofondisti (inspiranti/espiranti)

camminatori

tavolini e picnic-isti

passeggiatori di cani

 

tutti soli solisti come cani

(e gatti in cerca delle cucce

fino a sfinirsi)

 

 

 

                  riflesso

 

 

                  se anche lo volessi non potrei

cancellarti: due visi emergono

da un fondo scuro abraso

            

              un tondo li sovrasta

              la luce li contrasta

              il colore li rimesta

              …….

              pésto spigo di péste

            

ti fermo così, sbilenco alla marina

pulitura di sabbia e d’acqua fina

 

 


 

Storia mia de me                           

 

 

               Da pcina propri pcina  la lagna “fa’ la brava”

m’intronava per via che era morta la mi mama

e io er armasta com’una pulcina

 - sal sal sol  tla testa.

I fratei le sorelle poco più che implumi

el mi ba , i mi parent, j’ amich di mia,

la comunanza vera di quegli anni,

han fatt per me quel ch’han potut (el massim

dic adess che un po’ le rob le cnosc).

Via via  qualca pessa l’ho tacata anch’io:                     

so’ dventata granda sensa i dann chi gross

me so’ innamorata più d’ ‘na volta

ho lavrat ho insegnat  studio ancora

facc politica (me piac se cambia el mond -

per chi sta pegg - in mei).

Bona o trista, chisà. Le pretes  

su me sulla mia mente sul mio corpo

j’ho mandat prest t’un chel  paes

mentr’ho tenut  la primavera tle mi ven

tel cor che batt e arbatt i bei pensier e i brutt.

 

Te, c’è sempre j’occh sereni. E’ da essa nata sa la camicia

- me dichen quand m’incontren.

(C’han voja da schersè, d’ironizzare,

così non saprò mai chi sono per loro. O c’han ragion su quest?

Vest sempre sa la camicetta de coton, bianca più spess:

d’inverne me salva el cald sott’ a la maja  me tien fresc d’estat) -.

O pur - rincarne la dòs - è fatt granata para sa la vitta.

 

Lunga la mi storia corta la lor memoria

sto sitta mez  ridend mo i guard fiss …

…Tla lor cucchia mama e babo c’aveven mess

l’annima e l’intension cla bona per fè gì tutt per el su vers                          

e non sùbit dentra t‘na tragedia che ‘n s’arconta manca.

El cont de cla scalanca grossa


e de tutt chi atre benedetti inciampament anca d’ogg

en el dmand più da un pess.

M’a chi chiedle? e  perché?

Che la somma en è mai tonda, el so ben ben.

E po’ me trov  dle volt contenta ‘na gran mucchia

t’un ste vent a fe’ tutt i sant giorne la mi part  da ‘n cant 

- quand  s’alsa ‘l sol.

 

 

 

 

*  Maria Lenti è nata a Urbino e qui vive. Laureata in materie letterarie, ha pubblicato vari studi, recensioni e note, su poeti e narratori italiani del Novecento, sia in volumi collettanei sia in riviste e quotidiani a cui collabora. Ha curato con Gualtiero De Santi e Roberto Rossigni Perché Pasolini (Guaraldi, 1978). Si interessa di arte contemporanea e ne scrive su riviste. Diverse le sue raccolte poetiche: Un altro tempo (Rebellato, 1972), Albero e foglia (Forum, 1982), Sinopia per appunti (Tracce, 1997), Versi alfabetici (QuattroVenti, 2004), Il gatto nell’armadio (Fara, 2005), Cambio di luci (Canalini e Santoni, 2009). È autrice anche di racconti, Passi variati (2003), Due ritmi una voce (2005). Altri racconti, ora in spazi diversi, saranno presto raccolti in libro. Già docente nelle scuole superiori, è stata dal 1994 al 2001 deputata di rifondazione comunista.

 

 

 

 

 




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