CHECKPOINT POETRY
ALFONSO LENTINI
 

 

 

Da:  “LAUS CREATURARUM”

(spezzoni di un poema in progress)

 

 

sei l’essenza del nuoto

foto mossa e sfocata

grata ornata d’argento

sono accento straniero

nero ordigno nascosto

dentro a un cesto di mele

siamo vele di seta

creta uscita dal forno

sei contorno sbiadito

un bandito che fugge

una legge sbagliata

 

sono moto da luogo

rogo giallo di foglie

figlia e moglie del vento

sono madre dell’acqua

della terra sorella

sono amica del fuoco

sento il peso del vuoto

sono appesa a una voce

sono croce spiovente

sono niente di niente

 

siamo cento sorelle

chiuse in celle di ghiaccio

braccio e coscia d’acciaio

sono un paio di ciglia

figlia d’acqua e di sale

sono scale scoscese

chiese e morbido peso

sono appeso a una voce

 

sono andato a dormire

fra stormire di rami

chiamo e aspetto un travaso

sono invaso dal tempo

sono campo d’azione

tre persone inchiodate

date in pasto una gatta

flotta in mare d’oriente

sono vento che batte

sopra latta e lamiera

sei lumiera al tramonto

monto in sella e scompaio

 

vedo dodici mine

antidonna antiuomo

provo gioia e rallento

sento un fiume e lo narro

vedo un carro d’abeti

vedo bambole e armi

antigatto antiluce

voce scritta sul mare

hai colpito venezia

ma sostieni lo sguardo

con le forbici in mano

a milano hai ferito

un convoglio di alieni

ma sostieni la tesi

che gli arresi hanno un nome

come il mare finisce

mi sorprende il tuo seno

 

sono pieno d’occhiali

sono scritto su un muro

curo rose in giardino

fino al sette d’aprile

vedo dodici mine

antigamba antirane

ballo nuda la notte

sopra un blocco di sale

mi avvicino alla luna

il mio nome è nascosto

nella gola di un cane

 

il mio nome è valigia

sono statua di ghiaccio

uno straccio una gamba

sono azoto e cloruro

ala e zampa di mosca

il mio nome è nascosto

nella nave che vola

tocco fianchi al mattino

pianto spilli nei rami

vendo zolfo e canzoni

sono senza ragioni

sono azoto disperso

sono libro interrotto

il mio nome è universo

 

 

 

 

*  Alfonso Lentini è di origine siciliana, ma vive a Belluno. Si occupa di scrittura e di arti visive.

Fra i suoi libri: L’arrivo dello Spirito (con Carola Susani, Perap, Palermo 1991), La chiave dell’incanto (postfazione di Alessandro Fo, Pungitopo, Messina 1997), Mio minimo oceano di croci (Anterem, Verona 2000), Piccolo inventario degli specchi (prefazione di Antonio Castronuovo, Stampa Alternativa, Viterbo 2003), Un bellunese di Patagonia (Stampa Alternativa, Viterbo 2005), Cento madri (vincitore del premio letterario “L’Ortica”, postfazione di Paolo Ruffilli, Foschi, Forlì 2009). Nelle sue mostre e installazioni propone opere basate sulla valorizzazione della parola nella sua dimensione materiale e gestuale.

 

 




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