Da: “LAUS
CREATURARUM”
(spezzoni di un poema in progress)
sei l’essenza del nuoto
foto mossa e sfocata
grata ornata d’argento
sono accento straniero
nero ordigno nascosto
dentro a un cesto di mele
siamo vele di seta
creta uscita dal forno
sei contorno sbiadito
un bandito che fugge
una legge sbagliata
sono moto da luogo
rogo giallo di foglie
figlia e moglie del vento
sono madre dell’acqua
della terra sorella
sono amica del fuoco
sento il peso del vuoto
sono appesa a una voce
sono croce spiovente
sono niente di niente
siamo cento sorelle
chiuse in celle di ghiaccio
braccio e coscia d’acciaio
sono un paio di ciglia
figlia d’acqua e di sale
sono scale scoscese
chiese e morbido peso
sono appeso a una voce
sono andato a dormire
fra stormire di rami
chiamo e aspetto un travaso
sono invaso dal tempo
sono campo d’azione
tre persone inchiodate
date in pasto una gatta
flotta in mare d’oriente
sono vento che batte
sopra latta e lamiera
sei lumiera al tramonto
monto in sella e scompaio
vedo dodici mine
antidonna antiuomo
provo gioia e rallento
sento un fiume e lo narro
vedo un carro d’abeti
vedo bambole e armi
antigatto antiluce
voce scritta sul mare
hai colpito venezia
ma sostieni lo sguardo
con le forbici in mano
a milano hai ferito
un convoglio di alieni
ma sostieni la tesi
che gli arresi hanno un nome
come il mare finisce
mi sorprende il tuo seno
sono pieno d’occhiali
sono scritto su un muro
curo rose in giardino
fino al sette d’aprile
vedo dodici mine
antigamba antirane
ballo nuda la notte
sopra un blocco di sale
mi avvicino alla luna
il mio nome è nascosto
nella gola di un cane
il mio nome è valigia
sono statua di ghiaccio
uno straccio una gamba
sono azoto e cloruro
ala e zampa di mosca
il mio nome è nascosto
nella nave che vola
tocco fianchi al mattino
pianto spilli nei rami
vendo zolfo e canzoni
sono senza ragioni
sono azoto disperso
sono libro interrotto
il mio nome è universo
* Alfonso Lentini
è di origine siciliana, ma vive a Belluno. Si occupa di scrittura e di arti
visive.
Fra
i suoi libri: L’arrivo dello Spirito (con
Carola Susani, Perap, Palermo 1991), La
chiave dell’incanto (postfazione di Alessandro Fo, Pungitopo, Messina
1997), Mio minimo oceano di croci
(Anterem, Verona 2000), Piccolo
inventario degli specchi (prefazione di Antonio Castronuovo, Stampa
Alternativa, Viterbo 2003), Un bellunese
di Patagonia (Stampa Alternativa, Viterbo 2005), Cento madri (vincitore del premio letterario “L’Ortica”,
postfazione di Paolo Ruffilli, Foschi, Forlì 2009).
Nelle sue mostre e installazioni propone opere basate sulla valorizzazione
della parola nella sua dimensione materiale e gestuale.