> Sidol ( ascolta il file mp3 )
(da Psicofantaossessioni
– LietoColle, 2007)
> Bambini & sciacalli ( ascolta il file mp3 )
(da Psicofantaossessioni
– LietoColle, 2007)
> I’m so vain ( ascolta il file mp3 )
(inedito ispirato ad un fotomontaggio del fotografo Fabrizio Buratta - testo finalista [ma non vincitore] al Premio Turoldo 6a ed.)
- (in sottotraccia la parte iniziale di un pezzo di Salvatore Sciarrino)
> Il Pensatore
(file mp3 caricato sul sito dello scultore Patrick Alò - testo già pubblicato dalle “Reti di Dedalus”)
> http://www.patrickalo.org/Italiano/Audio_e_video.html (clikkare sulla foto).
***
Sidol
Sidol:
sapore giallo limone.
Agra lucidità mentale.
Solarità del pomo: pensiero
primigenio.
Lingotto sferico delle mie ricchezze
interiori.
Totem in forma fallica.
Ricordo-flash
afonico di richiamo citofonico
come una burla-barlume-bambino.
Panno di lana morbida sfregato su
livelli
lisci-lascivi-lussuriosi.
Sapore di oro puro: pulizia dello
Spirito.
Duttile occhio metallico
dell’autocoscienza.
Attraverso la serratura scorgo la
vera essenza del mondo.
La mia casa è tutta di Sidol
come una fiaba consumistica-atavica.
Le mie mani risplendono come piatti
di ottone
insieme fanno un vassoio di
gioielli:
darò a te la carezza più aurea.
La mia fronte è priva di rughe sono
ancora neo-nato:
ho un vagito aurorale.
La maniglia è ora tirata da fili di
paglia.
Mi porto in un’altra stanza senza
sostanza
... in un’altra dimensione
che
luccica di Sidol! Qui... nel supermarket.
Bambini
& sciacalli
Bambini & sciacalli
nei castelli di cioccolato bianco
e di liquirizia e di zolfo
sui coltelli rossi dei tagliagole
fra le lame doppiamente appuntite
degli squartatori
pronti a scattare sulle cartine dei
feudi
sui taglieri di legno del maître antropofagico
nei cassetti del re affamatore:
a porzioni le torte, gli amari e
luttuosi dolcetti
degli aguzzini protetti dalle
mazzette
del grande ingegnere del
clientelismo
pencolanti alle mollette del
perbenismo
per bambini & sciacalli
Dal video, le torri di zucchero
da dove schiocca la freccia
l’arciere impeccabile
cecchino imprendibile che ha la
vista di un falco
ai guadi di fiumi di latte cagliato
e di miele di api belligeranti
sopra il ponte di Disneyland
sotto quello di Belgrado
masnade di pirati e serial killer
fotoreporter in agguato
sulle prime pagine dei notiziari e
dei radio-giornali
... nelle slot-machine di Las Vegas
dei Barbanera e dei Barbablù, di
una ridda di orchi...
<Il cormorano è Paperino,
non oca ma Cigno, già nel Golfo
Persico,
riaffogato
nel lago>
<Da un tombino Topolino è una pantecana braccata
grassa e gustosa per pazienti
sciacalli>
“E ci siamo appropriati anche di
quello
che non ci ha rifilato lo Stato:
pezzi di ricambio difettati di
fabbrica.
Li abbiamo smerciati a un prezzo
stracciato!”
... per bambini & sciacalli
giubbe e giberne
mitraglie e granaglie
tritolo e paiolo
gavette e marmitte
le melanzane transgeniche nelle
zone minate
i funghi radioattivi nei colori
locali:
cibo di Guerra per bambini &
sciacalli
“E CHICCO è molto più chic sia in
prima linea
che sul primo canale per gl’inviati
molto speciali allo scoop
come un guscio disidratato di
lumaca”
... in bocca ad un avvoltoio del
deserto
ad un branco di sciacalli.
I matti giocattolai ora sarebbero i
mercanti di armi,
cerimonieri alla corte dei
finanzieri
scortati da
giannizzeri-lanzichenecchi
narcotrafficanti al soldo dei boss
autorizzati
dall’Economia più spietata e
selvaggia
con le alabarde spaziali di
ATLAS-UFO-ROBOT
con le scimitarre di Saladino
con i moschetti di D’Artagnan
in mano ai bambini
con basette arruffate
contro scafisti rasati da lamette
affilate
i sermoni di assessori all’infanzia
accessoriati coi poggiatesta
i superbi generali corazzati della
NATO
più che caritatevoli
plenipotenziari alla F.A.O.
per le Guerre civili,
che si fanno operatori
dell’Eco-Sistema
inquieti pacifisti sotto la
bandiera dei Buoni
... Marcos... Berisha... Ciausescu...Pinochet
al capestro con nodi di iuta!
... abbigliati dei capi-Versace
nelle case di Barbie:
top-model
venute dal sud-est del pianeta
nei letti dei vice-ministri
dalle ganasce masticatorie aria
fritta
... di lontano annusano i cani
randagi
almeno gli odori dei porporati coi
ventri rigonfi d’ipocrisia
dietro i parroci assassinati
davanti le chiese
intorno a sconsolati bambini per
crudeli sciacalli
... per coccodrilli voraci
che piangono tutti di uno stesso
mugugno
per i pani ammuffiti dello Zaire
per le lische dei pesci del Nilo
... dagli aerei, gli aiuti alle
braccia rivolte
alla manna precotta e avariata
scaraventata dal cielo
sulla fascia del Maghreb, su quella del Biafra
dalla cintola slacciata e opulenta
dell’Europa.
(... nelle fogne di Mosca ancor più
rosse di sangue
bambini hanno eretto la staccionata
della Controrivolta!)
E pacchi e balocchi in terre di
Nessuno
per figli di Ignoti
...per quelli di Saddam
per quelli di Rabin
di Arafat
dei Neri
dei Gialli
dei Bianchi a Natale
sbiaditi
slavati
o forse troppo abbronzati
troppo scuri per dire di
appartenere
ad una specifica razza.
... nei circhi
... allo zoo
per piccoli geni, precoci e
prodigio:
<La Cicogna ha le briglia
cingolate
al giogo di una Befana sdentata>
Nella “Notte di San Valentino”
... la “Sinfonia dei Giocattoli”
<Al Capone è L’IMPRESARIO di
Mozart>
<Al Capone è L’IMPRESARIO di
Mozart>
<Al Capone è L’IMPRESARIO di
Mozart>.
I’m so vain (inedito –
Sinestesia)
da “I’m so vain”
fotomontaggio di Fabrizio Buratta
Occhi
onniveggenti reclusi nella pietra
sgranati
fissano lo sguardo che s’addua nella velocità duplice
del tempo
uno
vitreo e sinistro che adduce all’arte della mantica
che
agglutina la retina si sedimenta nella contingenza della vita umana
nelle
facoltà paranormali nella prescienza dei dischi membranosi
nel
muscolo oculomotore della gnosi
dalla
vista normale dei mortali al triangolo ipermetrope di Horus
dall’indagine
optometrica del Ciclope all’immagine impressa sulla pellicola olografica
al
collirio del prete presbite gocciato sul presbiterio dal pianto del climaterio
della Madonna
dal
punto cieco di Calcante alla visione allegorica nell’ottica della Sibilla
si
addentra nell’arenaria nella lettura della macchina parallattica
sonniloqua
del passato che non dà tregua e che ci perseguita
nella
recessione delle galassie e delle stelle fisse
nell’incomprensione
dell’essere terrestre di una chimera effimera
nello
sfaldamento a metà della pendice del costone
nella
recisione del cordone del termine biologico
del
quadro clinico e oftalmico dell’infinito e dell’eternità
e l’altro destro pregno di rosso sangue scruta il
futuro nella lente e nel forottero
nel fotorecettore del coleottero sordo che mette a
fuoco e ruota
i due monocoli ai lati conchiusi del suo mondo
che si estenua nel vedere i corpi trasparenti di
luminescenza
camaleonte che fotografa nella meraviglia i frammenti
di realtà
e maschera di calcare oracolare dello sciamano
prezioso altorilievo di roccia metamorfica edotta per
sublimazione
situata all’ingresso al tempio del Saggio che ha
appreso cose che non ci è dato sapere
nell’allucinazione in un perpetuum
immobile microsisma sussultorio prisma di rifrazione
nel momento del click fotografico sul monitor del
reporter
per quel pixel in alta definizione nella prospettiva visiva
nell’istantanea qui il panorama è affascinante e
tralucea
… sempre se essa possa essere una linea ultrarossa
o semmai l’idea escussa dallo stesso di me o da un
altro esistente
e non so se sarà questo un pensiero che perdurerà
imperituro
oppure se è per davvero il riverbero di queste figure
fedeli dell’immanenza.
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