SPAZIO LIBERO

 
Place Vendôme (5)
  LETTERA A GABRIELLA VALLI



Sulfuree e inventive note ‘random’ su cinema e linguaggi polimorfi, scivolando da Sergio Leone e Clint Eastwood a Gadda e Joyce, perché “è del poeta il fine la miraglia”. Eppoi teatralmente virando su una seicentesca tragedia barocco-gesuitica di un certo Quaretta, la “Margherita d’Antiochia” scoperta da Federico Doglio, ritrovata in America e finalmente allestita in occasione di un convegno al San Genesio di Roma.





di Marzio Pieri
 


Un mercuriale intervento di carattere epistolare indirizzato all’autrice del saggio “Maschio e femmina li creò…”. Note poetocritiche sui mai ricomposti conflitti tra i due sessi, invocando l’avvento di un’era matrilineare e una orgogliosa reazione all’attuale violenza mediatico-politica sul corpo delle donne. Pensando anche a due luminosi e ‘numinosi’ esempi di femminilità ribelle alla società patriarcale: la leader pakistana Benazir Bhutto e la scrittrice olandese di origine somala Ayaan Hirsi Ali.


di Nina Maroccolo
     
LETTERA APERTA A VIRA FABRA
  EDITORIA E TECNOLOGIA



Un’epistola critico-sentimentale alla consorte scomparsa, che si srotola anche come una vita ipotetica o immaginaria tra il Maggio ’68 parigino a braccetto con Jean-Paul Sartre e il milieu artistico e intellettuale siciliano tra ‘singlossie’ e scritture poetico-oniriche da trasferire tattilmente sulla superficie di pietre come sui muri di casa oppure su tovaglie, tovaglioli, lenzuoli, federe di cuscini o camicie.







di Ignazio Apolloni
 


Boom negli Usa per il mercato degli e-book; si espande l’offerta degli audiolibri; intanto nasce il ‘vook’, sintesi multimediale tra video e book che interfaccia libro, internet e i social network; intanto in Giappone impazzano i ‘keitai shosetzu’ ovvero i romanzi per telefonino scritti da giovanissimi e in Spagna Juan Josè Millàs lancia ‘l’articuento’ (articolo-racconto) fruibile via sms sui cellulari. I tradizionalisti parlano di crepuscolo della grande opera letteraria, ma invece grandi editor sostengono che con i new media elettronici l’arte della narrazione avrà in futuro impensabili sviluppi e opportunità.


di Alessandra Paolini
     
MEMORIE DI MUSICA
E DI BELLE LETTERE

MARCELLO FOIS
GENITORI E FIGLI


Note agrodolci sui vari libri concernenti il compositore della “Madame Butterfly” e su una breve amicizia di origine musicologica con Enzo Siciliano, giunta a soluzione a causa di un giudizio malinteso nei riguardi di Moravia: “uno scrittore che gli italiani non si sarebbero nemmeno meritato”. Cioè una specie di Sartre tricolore estraneo alla tradizione nostrana, tanto classica quanto otto-novecentesca. Ma il condirettore di “Nuovi Argomenti” non capì o volle non capire (forse per suoi ingorghi edipico-freudiani).







di Marzio Pieri


Lo scrittore isolano attraverso i suoi romanzi gialli ci racconta l’atavico sedimento antropologico-culturale di una terra affascinante e crudele dove vigono tuttora arcaiche leggi non scritte, dove ogni fenomeno, anche il più semplice, si spiega con le ‘parabole’, dove i bambini hanno il destino segnato già alla nascita, dove le offese si lavano col sangue e l’onore si riscatta con la morte. Nei suoi libri descrive, inoltre, la realtà feroce delle donne sarde ancora sottomesse e silenti, donne che si lasciano amare passivamente, regalando piacere e ingoiando vergogna e indifferenza.






di Valeria Pighini



La figura paterna come presenza ancestrale, autorevole e proverbialmente ingombrante a cui ribellarsi e con cui confrontarsi per tutta la vita è al centro di una recente antologia di racconti di sette giovani autori nati negli anni ’70 che, però, ci suggeriscono l’immagine diametralmente opposta di padri latitanti, evanescenti, quanto mai lontani dal loro ruolo educativo. Tutto ciò assume un profilo esemplare nel bel libro di Anna Negri, “Con un piede impigliato nella storia”, dove la sua personale traiettoria di adolescente negli ‘anni di piombo’ si interseca e si scontra, anche drammaticamente, con la vicenda politica e giudiziaria del papà Toni, noto filosofo marxista e leader di Autonomia Operaia.


di Alessandra Paolini
     
VISIONI ESTREME
  BANDO PER GIOVANI AUTORI


Da circa tre anni circola nell’ambito degli studi culturali un’icastica definizione, coniata dal giornalista americano David Edelstein, frutto dell’analisi della violenza visiva espressa dall’attuale cinematografia di consumo. Il concetto esprime la felice intuizione secondo cui un certo tipo di film horror sfruttino determinate convenzioni della produzione porno, il genere in assoluto più visto dagli spettatori di tutto il pianeta. Non è quindi una questione secondaria, cercare di capire in che maniera il piacere di visionare scene di tortura di pellicole come “Saw – L’Enigmista” e “Hostel”, venga stimolato adottando i linguaggi e gli stilemi della pornografia di massa.


di Alessio Di Lella
 


 


 
     
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