SAGGI TEORICI
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Per una critica dell’economia poetica dell’Io (2)
Tramite
continui slittamenti e intrecci semantico-gnoseologici tra il piano di discorso
letterario e quello scientifico, si viene articolando un analitico quadro
critico e filosofico in cui si precisano le dinamiche di superamento della
concezione individualistica dell’Io a favore di un’idea di soggetto plurale e
collettivo, trascinato come dice Éduard Glissant, nel solco di Deleuze e
Guattari, verso una ‘identità-rizoma’. Su un altro versante, Dante con
la sua visione sferica dell’universo espressa nella
“Divina Commedia” sembra anticipare certi modelli geometrico-matematici che
suggeriscono una struttura non euclidea del cosmo, poi messa a punto dalla
geometria ipersferica di Bernhard Riemann. Del resto, non era Albert Einstein a
sostenere che “la matematica pura è, a suo modo, la poesia delle idee logiche”?
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di Antonino Contiliano
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SAGGI TEORICI
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Per una critica dell’economia poetica dell’Io (1)
Prima
parte di un complesso studio gnoseologico che intrecciando vari piani di
discorso – estetico, economico, scientifico – accosta il postulato del ‘feticismo
della merce’ dell’io del Capitale e del suo potere, a quello del ‘feticismo dell’intimismo’ dell’Io del
poeta, legato a un sé sempre identico e astorico. Per decostruire la loro
essenza storicamente e ideologicamente determinata. E per avanzare la proposta
di una nuova avanguardia letteraria, la cui potenza creativa sarebbe quella del
soggetto collettivo di una ‘open source’ e
‘free’ autonomamente cooperante al di fuori delle modellizzazioni gerarchizzanti
del mercato, e capace di attingere, nella processualità del tempo
storico-sociale plurale, a un patrimonio-linguaggio comune, il cosiddetto ‘general
intellect’.
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di Antonino Contiliano
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JAN REHMANN
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Nietzsche e Marx non si devono dare la mano?
Nel suo libro “I nietzscheani di sinistra” il pensatore
marxista tedesco articola una serrata critica verso Deleuze, Foucault e il
postmodernismo filosofico, a vario titolo responsabili di una rilettura dell’autore
di “Così parlò Zarathustra” in una chiave progressista-libertaria, ‘dionisiaca-sessantottista’
che ne tradirebbe la sua ‘vera’ visione aristocratica e superomistica. Ma
condurre il confronto teorico e culturale su questo piano, in sostanza, filologico,
appare poco produttivo e, alla resa dei conti, assolutamente non marxiano.
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di Alberto Scarponi
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EDWARD SAID (1935-2003)
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I dilemmi dell’esule e l’intuito della molteplicità
Un profilo critico dei capisaldi filosofici
dello studioso e teorico palestinese-americano. A partire da un libro
fondamentale come “Orientalismo” (1978) che sovverte le nozioni sulla
letteratura postcoloniale, sino alla stringente e affilata riflessione sulla
problematica convivenza tra ebrei e palestinesi. Per giungere alla sua idea
dell’intellettuale come testimone, come portatore integro di una parola nel
segno dell’esilio, che significa aprire una voragine nell’apparente calma del
potere: dischiudere all’essere tutto ciò che la storia ufficiale nega.
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di Marco Gatto
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Sommario
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