INTERVISTE
LETIZIA MURATORI
“La vita in comune”
nel corso del tempo


      
La giovane narratrice romana ci parla del suo secondo romanzo einaudiano, dopo “Tu non c’entri” del 2005, dove tre voci narranti dislocate in epoche differenti, esplorano la forza dei legami che nascono da una quotidianità condivisa. Da un punto di vista estetico i suoi sono libri dichiaratamente influenzati dall’immaginario cinematografico, con peculiari innesti lirici.
      



 

di Martina Velocci

 

 

Lei è giovanissima e ha già pubblicato con una casa editrice molto prestigiosa, quando ha incominciato a scrivere?

 

Scrivo da sempre, ho cominciato a scrivere da molto giovane, questo è sempre stato il mio destino, lavoro da tempo sulla lingua, cercando di creare degli innesti lirici che sono senza dubbio una delle caratteristiche della mia scrittura.

Ho potuto pubblicare qualche tempo fa con l’Einaudi, trovandomi benissimo, io ho cercato di  non mollare mai, ho sempre insistito, non mi sono mai rassegnata. Scrivere è  la mia strada.

 

Lei si occupa anche di cinema, un’altra passione?

 

Si, il cinema è una mia passione nata fin dall’Università, mi sono laureata alla Sapienza con una laurea in storia del teatro, e lì ho cominciato anche a frequentare le lezioni di cinema, interessandomi sempre di più a questa arte, non ho scritto mai una sceneggiatura, ma mai dire mai, il cinema è senza dubbio una grande fonte di ispirazione per i miei romanzi, soprattutto da un punto di vista estetico.

 

Nel suo ultimo libro, “La vita in comune” (Einaudi – Stile libero, 2007, pp. 370, € 15,50),  abbraccia momenti storici differenti come mai questa scelta?

 

Nel mio libro ci sono più di tre voci narranti, io volevo raccontare quel tratto di strada, vissuto un po’ da tutti, fatto di pensieri verso il passato, soprattutto quei pensieri che ci capita di fare quando la vita quotidiana non ci piace più, travolti da una quotidianità che non ci appartiene,  quando è più facile ‘mitizzare’ momenti della propria vita passata, Tina, la protagonista, è in questo momento della sua vita.

 

Nel libro si evidenzia che i legami più forti si stabiliscono tra le persone che vivono una “Vita in comune”, com’è nato questo romanzo?

 

Volevo sottolineare l’importanza dei legami, diciamo così non scontati, quando scrivo un romanzo sento la voce di quel personaggio che mi parla, è il personaggio che viene da me e da lì poi parte il racconto.

 

Progetti per il futuro?

 

Sto scrivendo un altro romanzo…vedremo…non parlo mai dei miei lavori prima del tempo.

                                                                                                                

 

 

 




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