ÿþ<html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=iso-8859-1"> <link href="../../../../css/style.css" rel="stylesheet"> <title>Un altro modo è possibile: </title> <o:SmartTagType namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"/> <!--[if gte mso 9]><xml> <o:DocumentProperties> <o:Author>Tiziana COLUSSO</o:Author> <o:LastAuthor>a</o:LastAuthor> <o:Revision>2</o:Revision> <o:TotalTime>259</o:TotalTime> <o:Created>2007-10-24T14:17:00Z</o:Created> <o:LastSaved>2007-10-24T14:17:00Z</o:LastSaved> <o:Pages>4</o:Pages> <o:Words>2213</o:Words> <o:Characters>11818</o:Characters> <o:Lines>161</o:Lines> <o:Paragraphs>22</o:Paragraphs> <o:CharactersWithSpaces>14009</o:CharactersWithSpaces> <o:Version>11.5606</o:Version> </o:DocumentProperties> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:GrammarState>Clean</w:GrammarState> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning/> <w:ValidateAgainstSchemas/> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables/> <w:SnapToGridInCell/> <w:WrapTextWithPunct/> <w:UseAsianBreakRules/> <w:DontGrowAutofit/> </w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--[if !mso]><object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id=ieooui></object> <style> st1\:*{behavior:url(#ieooui) } </style> <![endif]--> <style> <!-- /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:""; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} span.GramE {mso-style-name:""; mso-gram-e:yes;} @page Section1 {size:595.3pt 841.9pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:35.4pt; mso-footer-margin:35.4pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;} --> </style> <!--[if gte mso 10]> <style> /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <o:shapedefaults v:ext="edit" spidmax="2050"/> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <o:shapelayout v:ext="edit"> <o:idmap v:ext="edit" data="1"/> </o:shapelayout></xml><![endif]--> </head> <body bgcolor="#FFFFFF" background="../../../../images/testo%20fondo%202%20copia.jpg" leftmargin="45" topmargin="0"> <table width="705" border="1" cellspacing="1" cellpadding="1" > <tr bgcolor="#F2DFA3"> <td colspan="2" align="right" bgcolor="#F2DFA3"> <font class="area_blu">PRIMO PIANO</font> </td> </tr> <tr bgcolor="#000099"> <td colspan="2" align="center" > <font class="file">BIRMANIA-MYANMAR</font> </td> </tr> <tr bgcolor="#FFFFFF" valign="top"> <td colspan="2" height="1" valign="top"> <CENTER> <FONT class="titolo" >Buddha in marcia contro la dittatura</FONT> </CENTER> <BR><BR> <TABLE> <TR> <TD>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</TD> <TD> <div align="justify"> <font class="occhiello_blu"> La visione dei monaci e delle monache buddisti in rivolta nelle strade di Yangoon  e sanguinosamente repressi " ha fatto il giro del mondo e ha sorpreso chi in Occidente (quasi tutti) ignora che i religiosi birmani di tradizione  theravada vivono a stretto contatto con la popolazione e uniscono l etica dell azione non-violenta con una precisa coscienza democratica. La drammatica vicenda di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, è indice delle contraddizioni del regime che si regge sulla forza militare e sulla sostanziale ignavia della comunità internazionale. </font> </div> </TD> <TD>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</TD> </tr> </table> <BR><BR> <hr> <TABLE> <TR> <TD>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</TD> <TD> <!-- <CENTER> <TABLE> <TR> <TD align="center"> <IMG SRC="xxxxx.jpg" BORDER="0" ALT=""> <BR> </TD> </TR> <TR> <TD align="right"> </TD> </TR> </TABLE> </CENTER> --> <div class=Section1> <!-- INIZIO ARTICOLO --> <p class=MsoNormal style='margin-top:0cm;margin-right:38.0pt;margin-bottom: 0cm;margin-left:45.0pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-45.0pt;tab-stops: 120.5pt'><span class=GramE><b style='mso-bidi-font-weight:normal'><span style='color:black'>di</span></b></span><b style='mso-bidi-font-weight:normal'><span style='color:black'> </span>Tiziana Colusso<span style='color:black'><o:p></o:p></span></b></p> <p class=MsoNormal align=center style='text-align:center'><b style='mso-bidi-font-weight: normal'><i style='mso-bidi-font-style:normal'><o:p>&nbsp;</o:p></i></b></p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify'><o:p>&nbsp;</o:p></p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify;text-indent:35.4pt'>Le immagini di monaci e monache buddisti in marcia per le strade dell ex-Birmania a chiedere democrazia e diritti accompagnando e anzi precedendo la popolazione ha creato un immediata empatia, molte speranze e anche qualche confusione. Le speranze le condividiamo profondamente e cerchiamo di adoperarci come possiamo per non farle cadere ancora una volta nel dimenticatoio, anche quando la volubile attenzione <span class=GramE>dei media</span> si sposterà fatalmente altrove. Le confusioni derivano invece dalle immagini distorte o semplificate che l opinione pubblica ha del buddismo, e della sua concreta presenza all interno di una situazione storica e geopolitica come quella dell ex Birmania, intricata come uno <i style='mso-bidi-font-style:normal'>gnommero</i> di gaddiana memoria. </p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify;text-indent:35.4pt'>Sulla storia della Birmania abbiamo chiesto qualche lume a chi da molti anni si occupa sul campo dei problemi di questo paese e dei suoi sfortunati abitanti: Cecilia Brighi, una sindacalista che da decenni lavora, per conto del Dipartimento Internazionale della Cisl, alla <span class=GramE>promozione dei</span> diritti umani e del lavoro, in Asia e in particolare in Birmania, nonché autrice di un libro pieno di informazioni puntuali, di appendici cronologiche e bibliografiche, <span style='mso-spacerun:yes'> </span>e al tempo stesso appassionante come una narrazione:  <i style='mso-bidi-font-style:normal'>Il pavone e i generali. Birmania: storia da un paese in gabbia</i> (edito nel 2006 da Baldini &amp; Castoldi). </p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify;text-indent:35.4pt'>Abbiamo rivolto a Cecilia Brighi qualche domanda sulla situazione attuale nel paese asiatico (vedi <span class=GramE>riquadro), ma</span> è importante anche dire qualche parola su questo libro, che consigliamo a quanti vogliono approfondire le scarne notizie che filtrano dal paese. La scelta fondamentale dell autrice è stata quella di raccontare le sofferenze e le lotte del popolo birmano non con un discorso storico generale, ma attraverso le storie individuali, strettamente connesse alla storia collettiva del paese ma anche caratterizzate da tratti ed eventi che le rendono uniche e irripetibili. Dalle sue pagine emergono ritratti <span class=GramE>di </span>artisti capaci di creare una  radio clandestina dall esilio thailandese, attivisti sindacali che si espongono ad un rischio continuo per fare il loro lavoro, studenti lasciati a marcire per decenni nelle prigioni, lavoratori utilizzati per il lavoro forzato, a vantaggio della giunta militare ed anche di alcune multinazionali; monaci combattenti (non solo oggi, ma già al tempo della lotta per l indipendenza della Birmania dal colonialismo inglese), donne inflessibilmente dedite alla politica, a costo di enormi sacrifici e patimenti in carcere e in esilio: Aung San Suu Kyi, Nobel per la pace e nota in tutto il mondo e simbolo della ferrea determinazione nascosta dietro l apparenza mite, ma anche Daw San San, vicepresidente del partito di opposizione (oggi clandestino, nonostante le elezioni vinte a larga maggioranza nel 1990 e subito seguite da un colpo di stato militare), la sindacalista Aye Mar Gyi e molte altre. </p> <BR><BR><BR> <CENTER> <TABLE> <TR> <TD align="center"> <IMG SRC="myanmar.jpg" BORDER="0" ALT=""> <BR> </TD> </TR> <TR> <TD align="right"> </TD> </TR> </TABLE> </CENTER> <BR><BR> <p class=MsoNormal style='text-align:justify;text-indent:35.4pt'>Tutte queste componenti sociali formano una miscela esplosiva da molto pronta a deflagrare. In questo senso, l azione dei monaci buddisti che abbiamo visto prendere scodella e mantello e sfilare per le strade di Yangoon non è stata un colpo d ala nel vuoto, ma una scintilla ben calcolata, che ha dato fuoco e coraggio a una popolazione esasperata quanto impaurita. </p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify;text-indent:35.4pt'><st1:PersonName ProductID="La Birmania" w:st="on">La Birmania</st1:PersonName> è un paese dalle enormi risorse naturali (il pregiato legno di teak, le pietre preziose, il gas naturale), ma ridotto alla miseria da decenni di dittatura militare ottusa e avida, che ha preso il posto ad un periodo <span class=GramE>di sudditanza coloniale non meno aspro e umiliante</span>. La storia della Birmania  oggi Myanmar  degli ultimi cinquant anni è la storia di un paese rimasto disorientato dalla fine del protettorato coloniale britannico e che, nonostante sia repubblica indipendente dal 1948, non è ancora riuscito a trovare una strada sicura ed efficace verso la piena autonomia e democrazia. <span class=GramE>Per tenere buona</span> la comunità internazionale e non scoraggiare il turismo  anch esso fonte di ricchezza del paese -<span style='mso-spacerun:yes'>  </span>i militari governano con una parvenza di legalità e di democrazia, ma in realtà la storia del paese è fatta di repressioni durissime di ogni voce contraria (con mezzi che vanno dal taglio delle linee telefoniche di associazioni e giornalisti indipendenti fino a incarcerazioni e torture), e di una politica che tende a mantenere la popolazione sulla soglia della sopravvivenza, con corruzione, mercato nero, traffici illegali, razionamento dei generi alimentari e della benzina e così via. </p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify;text-indent:35.4pt'>A parte una piccolissima élite legata da rapporti di affari con la giunta del decrepito generale Than Shwe (affari leciti e anche illeciti, come il fiorente commercio di oppio) la popolazione birmana è in uno stato di sussistenza e di sistematica negazione dei diritti da quasi 50 anni. I controlli sulle azioni e perfino sui pensieri dei cittadini birmani sono così stretti che non si riesce ad organizzare un opposizione, se non attraverso la rete degli esuli e di qualche gruppo clandestino. </p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify;text-indent:35.4pt'>I monaci birmani tutto questo lo sanno benissimo, vivono <span class=GramE>a</span> stretto contatto con la popolazione, non stanno affatto rinchiusi nei templi, ma vivono di questua girando tra la gente, e accolgono nei templi una grande parte dei ragazzi, per un periodo di iniziazione e formazione, o anche semplicemente per offrire un istruzione nei villaggi dove non ci sono strutture educative di altro tipo. Quindi non deve stupire che abbiano scelto di rompere il silenzio dettato dalla paura, e di offrirsi in qualche maniera  in prima linea nelle rivolte dei mesi scorsi. Chi si stupisce, pensando che il monaco buddista sia una sorta di santone immobile e atarassico votato alla meditazione sul <i style='mso-bidi-font-style:normal'>nibbana</i>, o <i style='mso-bidi-font-style: normal'>nirvana</i> che dir si <span class=GramE>voglia</span>, non conosce bene né <st1:PersonName ProductID="La Birmania" w:st="on">la Birmania</st1:PersonName> né il buddismo.</p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify;text-indent:35.4pt'>In realtà  Buddismo è una definizione che copre moltissime realtà diverse, che dal ceppo originario di Siddharta il Risvegliato si è diramato lungo la storia e lungo le rotte dell Asia in molte scuole, pratiche, attitudini diverse. Il buddismo birmano è di tradizione <i style='mso-bidi-font-style:normal'>theravada</i>, ovvero  degli anziani , o  degli antichi , si rifà alle radici della dottrina, è la sola sopravvivente fra le diciotto dette <i style='mso-bidi-font-style:normal'>Hinayana</i>, ed è molto diverso da altre tradizioni asiatiche, che derivano dalla dottrina delle più <span style='color:black'>tarde scuole <i style='mso-bidi-font-style: normal'>Mahayana</i> ( Grande veicolo ), ramificate in tutto l Estremo Oriente. La differenza fondamentale sta anzitutto nella figura di riferimento ideale. Per il Theravada, l'accento è sulla responsabilità personale e la figura ideale è l'Arhat, l'illuminato che ha raggiunto la liberazione. Il Mahayana esalta invece la dimensione collettiva. In realtà per illustrare le varie scuole e tradizioni ci vorrebbe una competenza ben più alta di quella di chi scrive; ciò che è imporante dire qui è che in entrambe le scuole di pensiero, però, il buddismo insegna la fondamentale importanza della responsabilità verso tutti gli esseri viventi. Il cammino verso la liberazione interiore comporta l'adesione è un codice etico che implica, fra l'altro, l'azione non violenta. </span><span style='mso-spacerun:yes'> </span></p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify;text-indent:35.4pt'>Anche nel buddismo c è poi sempre una certa differenza tra i ranghi diremmo noi  dell alto clero e le fila dei monaci di origine contadina: è vero anche, come è stato detto in questi giorni da qualche articolo sui giornali, che in Birmania il buddismo è religione di Stato, cui aderiscono compatti tutti, ivi compresi i generali, così come è vero che la giunta militare ha fatto costruire molti templi per ingraziarsi il favore dei monaci e fatto mostra di una religiosità a volte perfino pacchiana (si dice che il generalissimo Than Shwe, in un delirio di onnipotenza senile, abbia fatto costruire una statua del Buddha che ha le sue sembianze), ma come in tutte le religioni bisogna distinguere tra la religione di stato e l etica buddista, praticata dai monaci (e monache) e anche dai laici. La stessa Aung San Suu Kyi ha detto (e dimostrato, il che è più importante) in molte occasioni che la sua azione politica e personale è impregnata profondamente dell etica e della dottrina buddiste. La sua immagine sorridente e il suo <i style='mso-bidi-font-style:normal'>status</i> di nobel per la pace e icona della resistenza non violenza sono note a tutti, familiari come le sembianze di Marylin (ma per fortuna per ragioni di pensiero e non di misure di pettorali). Forse meno note sono le sue idee, e la coerenza profonda della sua vita e delle sue scelte, pagate molto duramente con una vita trascorsa tra carcere e arresti domiciliari, lontana dagli affetti al punto da non riuscire nemmeno a stare vicino al marito morente per un tumore in Inghilterra. <span class=GramE>Al di là dell </span>icona, è molto importante conoscere a fondo il suo pensiero - ad esempio il libro-testimonianza tradotto in Italia con il titolo <i style='mso-bidi-font-style:normal'>Libera dalla paura</i>, Sperling &amp; Kupfer, 1998 -<span style='mso-spacerun:yes'>  </span>perché ci fa capire molto anche della recente e per molti imprevista  discesa in campo dei monaci buddisti. </p> <BR><BR><BR> <CENTER> <TABLE> <TR> <TD align="center"> <IMG SRC="buddisti.jpg" BORDER="0" ALT=""> <BR> </TD> </TR> <TR> <TD align="right"> Una manifestazione dei monaci buddisti birmani </TD> </TR> </TABLE> </CENTER> <BR><BR><BR> <p class=MsoNormal style='text-align:justify;text-indent:35.4pt'>Mi permetto di rimandare a questo proposito anche ad un mio lungo testo dedicato alla sua storia e al suo pensiero, pubblicato dal bimestrale  Buddismo e Società n.102 (gennaio/febbraio 2004), in cui Aung San Suu Kyi è presentata come una <i style='mso-bidi-font-style:normal'>lezione vivente</i> di pratica buddista, <span class=GramE>ovvero</span> della possibilità di intrecciare e convogliare in un insieme coerente il sistema di valori buddisti e la pratica personale nel mondo, nel suo caso la pratica politica.</p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify'><span style='mso-tab-count:1'>            </span>Vorrei solo riportare qui un passaggio del testo già citato (<i style='mso-bidi-font-style: normal'>Freedom from Fear - Libera dalla paura</i>):  <i style='mso-bidi-font-style: normal'>L autentica rivoluzione è quella dello spirito, nata dalla convinzione della necessità di cambiamento degli atteggiamenti mentali e dei valori che modellano il corso dello sviluppo di una nazione. <span class=GramE>(& </span>) Senza una rivoluzione dello spirito, le forze che hanno prodotto le iniquità del vecchio ordine continuerebbero ad operare, rappresentando una minaccia costante al processo di riforma e di rigenerazione. Non basta limitarsi a invocare libertà, democrazia e diritti umani. Deve esistere la determinazione compatta di perseverare nella lotta, di sopportare sacrifici in nome di verità imperiture, per resistere alle influenze corruttrici del desiderio, della malevolenza, dell ignoranza e della paura</i> . </p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify'><span style='mso-tab-count:1'>            </span>Leggendo queste e altre parole di Aung San Szuu Kyi, si capiscono meglio i cartelli esibiti dai monaci nei giorni culminanti della recente rivolta, e che hanno fatto il giro del mondo lasciando però un po perplessi gli animi occidentali, abituati a ben altri toni per gli slogan di protesta: «<i style='mso-bidi-font-style: normal'>The loving-kindness must win everything</i>», la gentilezza amorevole deve vincere ogni cosa. In realtà quell espressione tradotta un po sommariamente in inglese con  loving-kindness non è una gentilezza qualsiasi, come si può essere gentili con uno che ci pesta un piede in autobus, né è un porgere l altra guancia di cristiana memoria: è una nozione cardine della dottrina buddista, la <i style='mso-bidi-font-style:normal'>metta (Metta Sutra)</i>, traducibile con compassione-benevolente-per-tutti-gli-esseri-senzienti, <span class=GramE>dal momento che</span> tutti gli esseri senzienti condividono lo stesso destino di dolore per tutto il ciclo delle rinascite, e che le loro vite sono unite da profondi legami di interdipendenza lungo l infinito dipanarsi del tempo, ben al di là dei confini di una singola individualità.<span style='mso-spacerun:yes'>  </span>È questa la radice del rifiuto buddista della violenza, anche nelle sue forme sottili di malevolenza e di odio. Considerare l insieme dei viventi come un unico organismo provvisoriamente suddiviso in forme individue in continua trasformazione lungo il ciclo <span class=GramE>delle morti</span> e rinascite, porta evidentemente come conseguenza l impossibilità di intraprendere azioni di violenza o di odio verso una parte di sé stessi. Ci sono esseri ancora evolutivamente arretrati che non comprendono questa nozione e fanno volentieri del male, ma secondo la teoria buddista la giustizia karmica agirà contro <span class=GramE>questi individui moltiplicando</span> e prolungando per loro le  sofferenze fondamentali dell esistenza.</p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify'><span style='mso-tab-count:1'>            </span>Sono dottrine complesse da spiegare, da capire, e ancora più difficili da applicare. Ma i buddisti sanno essere anche ironici  basta pensare ai sorrisi e alle battute famigerate del Dalai Lama  e per spiegare quanto è difficile mettere in pratica questa teoria si può anche raccontare una sorta di barzelletta buddista (che cito a memoria): un monaco si reca a casa di un contadino a cui è morta la moglie, e questi inizia una serie di preghiere e <span class=GramE>di </span>offerte di incensi e fiori per favorire la liberazione dello spirito della moglie morta. Il monaco include nella preghiera  tutti gli esseri senzienti , e ripete molte volte la formula. Il contadino lo ascolta un po perplesso, e dopo un po prende il coraggio e chiede al monaco se per favore può escludere dal novero  degli esseri senzienti il suo vicino, che ha il campo confinante con il suo ed è odioso ed egoista. Il monaco gli dice che lui è obbligato dalla dottrina ad essere benevolente verso gli esseri senzienti in generale, e il contadino testardo risponde: sì, verso tutti gli esseri senzienti in generale va bene, basta che si escluda il vicino. </p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify'><span style='mso-tab-count:1'>            </span>È difficile da accettare per la nostra <span class=GramE>mentalità, ma</span> Aung San Suu Kyi dice di non riuscire ad odiare i militari che la tengono prigioniera da decenni, e crediamo che lo stesso atteggiamento sia condiviso dai monaci che hanno pur fortemente protestato nelle strade della Birmania, nel 1988 come oggi, e prima ancora in Vietnam e in Tibet. Lottare per la verità e la giustizia senza odiare: ecco una bella sfida.</p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify'><span style='mso-tab-count:1'>            </span></p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify'><o:p>&nbsp;</o:p></p> <p class=MsoNormal style='text-align:justify'><o:p>&nbsp;</o:p></p> <!-- FINE ARTICOLO --> </div> <BR><BR><BR> <A HREF="BIRMANIA.pdf" target="esterno"><B>Scarica in formato pdf</B>&nbsp;&nbsp;<img src="../../../../images/pdf.gif" border="0"></A> <BR><BR><BR> </TD> <TD>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</TD> </tr> </table> </td> </tr> <tr bgcolor="#FFFFFF" valign="top"> <td height="10" > <b><a href="../../../../sommario%20sito.htm" target="_top">Sommario</a></b> </td> <td height="10" align="right"> <b><a href="../../Rubriche/primo%20piano.htm" target="mainFrame">Primo Piano</a></b> </td> </tr> </table> <table cellspacing="1" cellpadding="1" align="center" width="142"> <tr> <td><!-- Inizio Codice Shinystat --> <script type="text/javascript" language="JavaScript" SRC="http://codice.shinystat.com/cgi-bin/getcod.cgi?USER=retididedalus"></script> <noscript> <A HREF="http://www.shinystat.com" target="_top"> <IMG SRC="http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=retididedalus" ALT="Statistiche di accesso" BORDER="0"></A> </noscript> <!-- Fine Codice Shinystat --> <BR> <FONT SIZE="2" COLOR=""><B>Il sito dal 01/04/2006 al 30/11/2006 ha raggiunto n° 5200 visite </B></FONT></td> </tr> </table> </body> </html>