di Martina Velocci
Intervistiamo Valeria Patera,
poetessa, autrice, regista e originale esponente del filone del teatro-scienza.
La sua ultima pubblicazione teatrale è il libro La mela di Alan (Di Renzo Editore, Roma 2007, pp. 120, € 12,50),
dedicato ad Alan Mathison Turing (1912-1954), matematico, ingegnere, biologo,
criptoanalista, uno scienziato che è considerato l’inventore del computer.
Lei è un’artista che si muove su più fronti: è attrice, regista e
scrittrice, cosa la caratterizza maggiormente?
Il gesto originario è quello
della scrittura, se proprio devo scegliere un aspetto, scelgo sicuramente la
scrittura, la scrittura comprensiva anche dell’arte, scrittura in senso scenico,
la scrittura che diventa regia.
Come è cominciata la sua passione per il teatro?
Credo che sia stata una passione
nata con me, già da piccola a tre anni mi piaceva esibirmi sul palcoscenico, da
giovanissima a sedici anni ho capito che volevo andare avanti su questa strada,
studiando ed impegnandomi molto, e proprio per un lavoro teatrale molto
importante sono arrivata a Roma. Poi, con il tempo mi è insorta la passione di
stare dietro la scena e, così, ho iniziato con la regia. Mi ha sempre
interessato la realizzazione di un teatro multicodice, ho cercato
contaminazioni continue, ho voluto includere linguaggi
diversi dentro quell’unico gesto che è il teatro.
Lei è nota per un particolare, nuovo ambito artistico: il
teatro-scienza; la scienza quindi diventa un nuovo mezzo di linguaggio?
In un processo di inclusione
infinita ho pensato non solo ai linguaggi artistici codificati, ma anche ad
altri linguaggi come la scienza, in quanto il pensiero, il pensare è l’azione
per eccellenza.
La conoscenza scientifica è molto
presente, direi basilare, nella nostra cultura, e se i suoi concetti sono
considerati astratti, attraverso il teatro è possibile comunicarli e farli
percepire. Tutto è nato dall’amore della contaminazione, nonché dal principio
di inclusione.
Ci parli del suo ultimo libro dal titolo “La mela di Alan”, che è nato
come un copione di teatro-scienza e poi è diventato un libro.
La storia è lunga, avevo già
precedentemente pubblicato dei libri riguardanti dei personaggi scientifici,
questo è su Alan Turing, importante scienziato vissuto nella prima metà del Novecento
e morto suicida mangiando una mela avvelenata. Turing è oggi reputato il padre
del computer. Era un personaggio troppo poco conosciuto, la sua storia è
incredibile e lui è sicuramente una figura insolita e straordinaria. Anche
questa volta il libro nasce da un precedente lavoro teatrale, molti infatti dei miei lavori per la scena poi trovano la strada
della pubblicazione.
Progetti per il futuro?
Ho in mente un nuovo personaggio,
ma non voglio svelarlo, per il resto partiranno presto dei lavori teatrali come
quello su Darwin, che è stato già rappresentato qualche tempo fa (al Festival
della Filosofia di Roma), ma che ora per il bicentenario della nascita del
grande scienziato sarà nuovamente messo in scena in varie nazioni.
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