di
Massimo Vecchi
Lo stereotipo non è “la casalinga di
Voghera”, è “la lettrice di Trento”. Se il contesto è la lettura in Italia come
risulta dall’indagine Essere lettori nel XXI secolo condotta
dall’Istat e dall’AIE, l’Associazione editori italiani, su un campione di
cinquantamila italiani alcuni mesi fa. Dunque il lettore tipo è una donna, ha
circa 20 anni, è di Trento e legge accanitamente, soprattutto romanzi, appena
ha uno spazio libero di giorno e di sicuro la sera andando a letto. Una figura
ammirevole, che spicca sulla platea dei lettori, peraltro in crescita secondo i
dati dell’indagine. Nel 2006 33 milioni e 351mila italiani sopra i 6 anni, il
60,5 per cento della popolazione, ha letto almeno un libro negli ultimi 12
mesi. In testa le donne: il 65 per cento dell’universo femminile contro il 55,8
per cento degli uomini, con una punta massima di 20 punti percentuali nei
giovani tra 18 e 24 anni. I lettori che si possono definire “fortissimi”,
coloro che hanno letto più di dodici libri in un anno, arrivano al 14,4 per
cento, i lettori cosiddetti “forti” (sette o più libri negli ultimi 12 mesi) ammontano
al 34,7 per cento, i “medi” (da quattro a sei libri) sono il 25,2 per cento, i
“deboli” (da uno a tre libri) toccano il 31,4 per cento e i “morbidi”, quelli
che hanno letto solo guide turistiche o culinarie, si fermano al 12,8 per
cento. Infine, riguardo alla distribuzione territoriale della lettura, il
primato va al Nord-ovest con il 67,5%, seguono il Nord-est (66,9%), l’Italia
centrale (62,3%), Sud e Isole (50%). In particolare, la cima alla classifica è
conquistata da Trento con il 73,9 per cento, che prevale su Bolzano (73,2%),
Valle d’Aosta (69,5%), Friuli-Venezia Giulia (69,0%), Lombardia (68,7%).
Mercato
e romanzo
Ma questa massa di lettori, purtroppo sempre inferiore a
quelle degli altri Paesi industrializzati, quale mercato librario si trova di
fronte, che tipo di libri preferisce, come li sceglie? A queste domande
risponde il rapporto dell'Osservatorio permanente europeo della lettura dal
titolo Mercato e romanzo, generi, accessi, quantità, curato da Michele
Rak, professore di Teoria e Critica della
letteratura all'Università di Siena e da poco pubblicato da Liguori editore,
integrato di dati Istat.
Consultando decine di grafici e tabelle, frugando nelle
pagine di elenchi di titoli e leggendo i testi esplicativi, si ricavano molte
notizie interessanti e alcune davvero stupefacenti. Nel 2005 una colonna
interminabile di tir carichi fino al tetto ha rovesciato sulle librerie una
valanga di libri prodotti dalle case editrici che hanno sfornato ben 53.231
titoli tra novità e ristampe per un totale di quasi 250 milioni di copie. Di
questi, 14.617 erano “testi narrativi”, di cui 1325 “opere letterarie
classiche” e 13.299 “testi letterari moderni”. Per quel che riguarda il genere
romanzi e racconti 764 case editrici hanno pubblicato 7.876 titoli, vendendo 66
milioni di copie, vale a dire poco meno di 22 titoli al giorno, per una vendita
di 180.000 copie in 24 ore.
In particolare Mondadori, Rizzoli, Longanesi e Feltrinelli
editano 2.500 novità all’anno e 7.000 ristampe, alle quali vanno aggiunte le
novità e le ristampe delle altre sigle dei rispettivi gruppi.
L’acquisto
in libreria
Il
principale canale di vendita dei libri è costituito da librerie e
cartolibrerie, molte delle quali riunite in catene. Secondo la rivista Bookshop
le catene librarie sono in continua crescita e hanno raggiunto quota 663 mentre
si annuncia l’apertura di altre 24. Le maggiori sono targate Mondadori
Franchising e Giunti al punto. Altre catene note sono Arion,
Feltrinelli, Einaudi, ElleDici, Guida, Libraccio e Paoline. Giuliano
Vigini in uno dei suoi settimanali corsivi sul Corriere della sera
si chiede: «reggeranno le 3.500 librerie indipendenti?».
Michele
Rak riconosce che «con il progressivo e frenetico mutamento del mercato e dello
scenario della distribuzione» il lavoro del libraio è pieno di difficoltà «tra
selezione e promozione di ciò che merita, ripartizione dello spazio in rapporto
alla redditività economica che i titoli possono dare e mediazione tra lettore
ed editore» Per fortuna qualche anno fa è stata creata Arianna, un
servizio che permette la trasmissione elettronica di ordini, dati di vendita,
aggiornamenti al catalogo e bolle tra editori, distributori, reti promozionali,
grossisti e librerie.
Ci
sono poi le librerie virtuali, che da qualche anno hanno aperto un loro sito
Internet e vendono libri on line. Secondo Renato Mannheimer nel 2005 «il
25 per cento delle famiglie italiane utilizza Internet per fare acquisti on
line» ma in questi ultimi tempi si è registrato un incremento molto marcato.
Nello stesso periodo una nota dell’agenzia AdnKronos informava che «gli
internauti italiani sono quelli che acquistano in rete più libri rispetto alla
media europea».
Le edicole con gli abbinati
Un altro
importante canale di vendita di libri è la rete di oltre quarantamila edicole
dislocate sul territorio italiano, a causa della nascita e della forte
moltiplicazione in tempi brevi dell’uscita congiunta di un quotidiano e di
un libro. Ma in questo caso i volumi
abbinati non sempre sono romanzi e, quando lo sono, soltanto di rado sono
novità. Dal rapporto Censis-Ucsi si apprende che nel 2005 il 46,2 per
cento dei lettori di libri ha acquistato quelli allegati ai quotidiani. La
stragrande maggioranza di questi acquirenti, pari all’84,7 per cento, ne ha
comprati da uno a dieci, l’8,2 per cento tra 11 e 20 e il 4,7 più di 30. Per la
metà dei compratori la ragione della scelta è il risparmio, ma gioca la sua
parte anche la sollecitazione a dar vita a una collezione. È stato calcolato
che dal 2002 al 2005 il prodotto editoriale distribuito nelle edicole è
aumentato del 150 per cento.
Da aggiungere
i punti di vendita nei supermercati, ipermercati, autogrill, centri commerciali
e blockbuster. Facendo le somme, nel 2005 i punti di accesso (Internet escluso)
per acquistare romanzi in Italia erano 53.119, uno ogni 1090 abitanti.
L’invenzione
di nuovi generi
Uno
degli argomenti dell’indagine è la ripartizione dei romanzi in generi. Buttate
alle ortiche le vecchie suddivisioni, gli staff manageriali delle case
editrici, nell’intento di individuare i campi dell’immaginario e di collegarli
con alcuni generi da destinare a target e nicchie sempre più precisate,
decidono come definirli con le parole d’ordine della cronaca e con le tendenze
del costume e degli stili di vita, sia quelli dominanti, sia gli emergenti, sia
i tradizionali. È un’operazione molto complicata dato che i gruppi di
riferimento hanno un’alta mobilità, i generi sono instabili e nel sistema
irrompono continuamente generi nuovi come i microtest narrativi degli spot
pubblicitari. Infine, perché, scrive Rak, «vale anche per i generi la regola
degli scacchi: qualsiasi mossa modifica tutto il campo del gioco». Pubblichiamo
qui di seguito i generi di nuovo conio.
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Lamberto Pignotti, Non sono colpevole, dalla mostra "Dove siamo", 1963/2007
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1
- Murder, nelle sue
articolazioni di giallo, noir, thriller, horror e varianti intermedie, è basato
sulla paura suscitata nella cultura mediale dal bombardamento quotidiano di
notizie di morte violenta e poi delle indagini su colpevoli e moventi, che
possono servire per esorcizzare quella paura.
2
– Historical comprende
varie forme di rappresentazione di quella storia appresa a scuola e dai media
dalle saghe alle biografie e alle autobiografie, dai romanzi storici o
epistolari o di memoria a quelli di guerra, oppure i “mix novel” (miscele di
eros, violenza e cronaca) e, ancora, le “spy stories” finanziarie e
giudiziarie. Un insieme che fa riferimento a valori di testimonianza, verità,
chiarezza e attendibilità, ma a un basso livello di lavoro letterario a favore
della riconoscibilità dell’evento, fa notare Rak.
3
– Show writing indica i
romanzi tratti da film e spettacoli oppure firmati da personaggi dello show
business o da figure che fatti di cronaca hanno fatto emergere temporaneamente
sui media.
4
– Ethnic raggruppa quei
romanzi dedicati a culture, etnie, religioni che la notevole migrazione in atto
ha fatto conoscere. Ma comprende anche i romanzi che descrivono culture locali
o marginali anche all’interno dei Paesi europei come quelle napoletane e
siciliane.
5
– Soap writing è il
genere erotico, cioè storie sulle relazione tra i sessi, con un sotto-genere
detto “le amiche di Pippo” in cui trovano spazio romanzi che descrivono le
esperienze corporali di ragazze in forma di confessione o di resoconto.
6
– Pseudo-cronie sono i
romanzi di fantascienza e di fantasy con i quali il lettore si proietta fuori
dal tempo in forme di spaesamento assoluto.
7
– Pen club o il romanzo
di penna, è il genere più nobile, quello che raccoglie romanzi che, pur imperniati su tematiche
eterogenee, rivelano un’alta qualità di scrittura e presentano intrecci, stile
e soggetti appartenenti a un insieme detto dei grandi valori. Sono destinati a
lettori di cultura medio-alta e costituiscono un vanto per le case editrici,
che però, impegnate quasi ossessivamente nella ricerca del bestseller,
enfatizzano romanzi di vari generi, «gridati attraverso campagne di stampa –
osserva Michele Rak – e artificiosamente connessi alle mode attraverso il
sistema promozionale dei premi».
8
– Classic riguarda i
romanzi delle tradizioni letterarie nazionali e anche quelli provenienti da
altre tradizioni. Vengono usati nella scuola e nelle università, ma hanno un
ruolo come materiali a cui attingere per film, serial televisivi e anche
fumetti.
9
– Banality ovvero
romanzi sulla vita di famiglia, sui problemi di crescita e di formazione, in
chiave nazional-popolare.
10
– Boys indica racconti e
romanzi destinati ai bambini e ai ragazzi (dai 2 ai 15 anni), ma anche ai
semianalfabeti e ai cittadini in via di acculturazione. Questo genere ricicla
personaggi e intrecci di altri generi e utilizza molte immagini. Il fumetto e
soprattutto il recente “graphic novel”, che miscela grafica, disegno, pittura,
fotografia e altri tipi di scrittura come il reportage, non sono destinati ai
ragazzi ma a un pubblico di livello superiore.
11
– Nothing o Fogli di
nessuno è l’etichetta dei romanzi pubblicati da case editrici appartenenti
al sottobosco letterario o finanziati da esponenti politici.
12
– Mega non è un genere
ma una categoria, quella dei best-seller, che possono essere prodotti da ognuno
dei generi sopra elencati (viene fatto l’esempio di Harry Potter per il campo
dei Boys). L’operazione riesce se il romanzo da pompare ottiene una forte eco
sui media, se si presta ad essere trasposto in film o in serial televisivo e se
concede molto all’avventura, all’intrigo e al rosa.
Classifica dei più pubblicati
Tolta
la letteratura di fiction tipo Harmony per prendere in considerazione i 4.147
romanzi pubblicati nell’anno 2005, si calcola che il maggior numero appartiene
al genere Pen club, che conta 805 titoli, pari al 19,4 per cento del
totale. Secondo in classifica, il genere Murder con 712 titoli, di cui
36 del sottogenere Horror, e con una percentuale del 17,1. Al terzo
posto Historical a quota 539 (12,9 per cento), in cui figurano 63
romanzi del sottogenere Giallo storico, 31 romanzi di guerra e 43 spy
stories. Seguono Ethnic 419 (10,1%) che comprende 202 titoli del
sottogenere Avventura, poi Banality 360 (8,7%), Pseudo-cronie
304 (7,4%) composto di 173 romanzi di fantascienza e di 131 fantasy, Boys
298 (7,1%), Soap writing 278 (6,7%), Classic 235 (5,8%), Nothing
173 (4,2%) e Show writing 24 (0,6%).