AUDIO POETRY
GIOVANNA MARMO
 

 

 

 

Lago

 

Il lago ora è vuoto,

è coperto di foglie bianche.

 

Gli uccelli si separano dai pesci.

La roccia taglia la luna.

 

Il fondo del lago si solleva.

La canoa affonda tra le alghe.

 

 

 

 

Lago II

 

Guarda.

 

È il cielo che è nero e pieno di uccelli

muti.

 

I sentieri dormono.

 

E le grandi foglie sono bianche.

 

E il lago è profondo,

sotto le foglie immobili.

 

E i fiumi sono lunghi,

toccano i sentieri.

 

Ascolta,

è il tuo sangue che corre

e poi si ferma.

 

Questo è il fiume che stagna

senza luce.


 

 

Ombra

 

Non ho più ombra,

perché un grande nano mi segue.

 

È nudo.

 

Io non mi volto,

perché ho paura dei suoi occhi.

 

Occhi, grandi palle senza buchi.

 

Prima,

 

come era, quando lui non c’era,

io non mi ricordo.

 

Non ero nata,

quando lui non c’era.

 

 

 

 

Frigorifero luminoso

 

Si ricordava sempre della sua fine.

Era stato domani,

viveva:

in un frigorifero luminoso.

 

Ieri camminava

con un bastone nell’occhio.

 

Era sera,

cercava delle piccole case.

Diceva di averle viste annegare,

una dopo l’altra, in un lago.

 

Grandi nani nudi lo seguivano.

 


 

Vento

 

Vento,

sono vuota.

 

Vento,

freddo,

e anche in questo caso siedo,

scomoda sopra un trave di ferro.

 

Ho un’idea di cattiveria della natura:

 

Fischi,

dondolio di una rete di metallo,

umidità,

fino alle ossa.

 

È estate ma fa freddo.

 

Al centro della terra c’è un buco profondo

e poi un mantello vischioso e incandescente:

 

ora comincio a mettere a fuoco

ogni insetto invisibile.

 

Ho un’idea di cattiveria della natura,

desiderio di fare del male a qualcuno.

 

Andiamo?

 

 

 

 

*********

 

 

Fata morta  *

 

Guardami

 

Sono la fata morta,

sono il tuo specchio,

la mia dolce vendetta e

 

non ho voce.

 

Non dormire. I miei occhi ti sorvegliano.

 

Sono il tuo letto,

la tua bara con i frutti morti,

il tuo letto con i tuoi stupidi angeli.

 

Fermagli di donna ti mostrano i denti.

 

Sono la stanza dove tu,

cospargi il tuo corpo

di tossici unguenti.

 

Sono quella che dice, ti amo bimbo mio malato.

 

Sono la doccia di sabbia disperata,

quella in ginocchio,

che si tinge i capelli di nero,

che ti trapassa il volto.

 

Mia fata morta, mia dolce vendetta.

 

Quella che dici, quanto sei bella,

mangiatrice di fango,

delicata bambina, senza guinzagli

morente tra le tue braccia.

 

 

 

*   Ascolta la versione sonora in file mp3

 




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