SPAZIO LIBERO

 
GIOSE RIMANELLI
“DAL FONDO” - 1
“DAL FONDO” – 2



Un ampio ritratto critico dello scrittore molisano trasferitosi in America negli anni ’60. Dai romanzi più noti - come “Tiro al piccione”, “Peccato originale”, “Una posizione sociale” - all’ultima misconosciuta e assai interessante produzione poetica. Che mostra un autore tenacemente legato alla sua terra d’origine e insieme cosmopolita, meditante e ironico, che rimarca la propria vocazione sperimentale mescolando lingua italiana, dialetto e inglese.




di Domenico Donatone



È stata ripubblicata, dopo trent’anni, l’antologia curata da Carlo Bordini e Antonio Veneziani, che è la più esaustiva panoramica degli autori ‘sommersi’ dei cosiddetti ‘anni di piombo’. Un fiume di versificatori ‘selvaggi’ tra cui si annoverano omosessuali, tossici, prostitute e prostituti, carcerati o pazzi, militanti politici, donne femministe, bambini, operai, che danno corpo ad una molteplicità di voci e dove chiaramente vengono privilegiate le funzioni di comunicazione alla dimensione estetica.



di Massimo Giannotta


Parla uno dei curatori dell’antologia sulla poesia marginale degli anni ’70, sottolineando la compresenza di testi bellissimi e di testi brutti (quelli ideologici), ma soprattutto rivendicando lo slancio e il valore di questa scrittura ‘non letterata’. Perché “se liberarsi dalla letteratura è l’aspirazione di ogni poeta che tenta di divenire grande, la forza tellurica di questa poesia come minimo ci deve impressionare”.






di Stefano Cavallo
     
LOTTE SINDACALI
  ROBERT RODRIGUEZ



È uscito, presso Campanotto, il libro “Lettere a colleghe in sosta” in cui viene rievocato lo sciopero degli assistenti di volo dell’Alitalia incominciato il 20 febbraio e terminato il 1° aprile del 1979. Quaranta giorni di durissima contrapposizione con l’azienda, con un’adesione della categoria del 95%. L’autrice ci restituisce il clima infuocato dell’epoca, il ruolo catalizzante del Comitato di agitazione e l’entusiasmo per il forte protagonismo delle donne sull’onda della spinta del femminismo.




di Anna Maria Mazzoni - Annabella Gioia
  



Il film del pupillo e fratellino minore di Quentin Tarantino era in origine la seconda metà del progetto doppio “Grindhouse” che in Europa è stato distribuito in due pellicole separate. Si tratta, in sostanza, di un’abile parodia degli z-movies, un sanguinolento splatter con vari feticismi e scene che strizzano l’occhio a “Deathproof”. Dunque un’opera virgolettata sul genere horror dove i mostri, alla fine, sono quasi il meno peggio che c’è. La ‘trash-star’ è qui Rose MacGowan, che esibisce una mitragliatrice al posto della gamba amputata.



di Alessandra Lo Russo
     
POESIA, MITO, SCIENZA
SIMENON-CAMILLERI
“LA RAGAZZA DEL LAGO”



Una sofisticata analisi del breve e densissimo testo in versi “Nel principio”, in cui lo scrittore torinese rilancia la teoria cosmologica del ‘Big Bang’ contro ogni fallace ‘epos’ della nascita dell’universo. Una nascita ‘biotanatica’ però, perché destinata al ‘Big Crunch’. Nella composizione si sfidano una linea logico-razionale e arelazionale di dominio e di gerarchia semplificatrice, e una linea abissale, di razionalità relazionale, eterocentrata che è la logica dell’olismo e della complessità. Dalla prima viene quello che finora è stato, dalla seconda può venire quello che sarà.




di Graziano Pampaloni



Una disamina incrociata dei due famosi investigatori partoriti dalla fantasia dello scrittore belga e del narratore italiano. Un confronto che rivela molti punti di contatto e necessarie dissomiglianze. Il poliziotto francese, monogamo e buongustaio, è immerso nel grigiore metropolitano di Parigi; quello siciliano, fidanzato ‘a vita’ ed edonista, si muove nell’infida, solare, un po’ folkloristica e immaginaria provincia di Vigàta. I due possono essere riguardati, in qualche modo, come padre e figlio.








di Valeria Pighini




Nella pellicola dell’esordiente Andrea Molaioli sembrano evidenti gli echi del telefilm culto “Twin Peaks” di David Lynch. Tratto dal romanzo “Lo sguardo di uno sconosciuto” della norvegese Karin Fossum, il film trasporta dai fiordi ai paesaggi carsici della provincia friulana la vicenda dell’assassinio di una ragazza su cui indaga il commissario Sanzio (Toni Servillo). Lo specchio d’acqua diventa metafora del male di vivere in cui tutti sono avvolti. Tutti soffrono, tutti hanno perso qualcuno o stanno per perderlo.






di Stefano Petrelli
     
POETICHE
  CRITICA E SCRITTURA CIVILE


“D’acque”, finalista al Premio Antonio Delfini 2007, è l’ultima raccolta della giovane poetessa romana i cui testi si dispongono visivamente sulla pagina, puntando ad una letterarietà materica, quasi una sonda che scava negli interstizi del Corpo. Nelle sue composizioni trapela una lingua plastica e rimodellabile che gioca con l’informale e che si plasma sull’oggetto che indaga. Molecole di discorso che si destrutturano per ripetizione, per combinazione, per proliferazione controllata.




di Federico Scaramuccia
  



Si è svolto lo scorso maggio il convegno “Letteratura e politica nell’Italia degli anni 2000”, organizzato dal CRIX, il centro di ricerche italiane dell’università Paris X-Nanterre. È il secondo appuntamento internazionale di un progetto intitolato “Letteratura del tempo presente. La questione identitaria nell’Italia del XXI secolo”, che ha preso avvio nel 2006 con l’incontro “Altri stranieri”. Molte le relazioni e gli interventi sul rinnovato ‘impegno’ letterario che oggi passa per il giallo, per il teatro e per la docu-fiction alla Saviano.



di Silvia Contarini e Lucia Quaquarelli
     
  MATTHEW BARNEY
 
 



L’artista americano, considerato il più importante del nostro tempo, ha realizzato con “The Cremaster Cycle” una sequenza di cinque film che costituiscono un’unica opera concettuale ed immaginifica ‘multistrato’, di enorme complessità semantica e di grande ricchezza interlinguistica e mitopoietica. L’ispirazione dionisiaca fissa il rapporto con l’alieno e il teriomorfo, ma la diversità resta irriducibile, l’identità dell’umano e la sua costruzione passano ancora attraverso la distinzione dal non-umano e dal doppio. L’ebbrezza che da sempre ha confuso i confini dell’identità è stata sostituita dall’euforia della tecnica, la lotta tra dionisiaco e apollineo si è trasferita nella lotta tra organico ed inorganico, tra corpo residuale e macchinico, così il cyborg nel suo essere vivo e morto, caldo e freddo, ne rappresenta l’incarnazione.


di Antonio Fasolo
 
     
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