CHECKPOINT POETRY
ANNA LAURA LONGO
 


 Sorvegliata da luci notturne

 preservo un largo scudo intagliato:

 vibratoria mucosa di perennità.

 

Accentrare – con funzione di nucleo

 

Il cavo della mano,                                                           

come il solco di un treno in transito,

fu mensa incisa da giuramenti.

 

C’era legna da ardere

e materiale adesivo,

nella voce lustra,

che concesse palpitazioni.

 

Mitigata è la voce,

elemento duttile,

raggruppato nel jersey,

come un’alta fascia unitaria.

 

Accentrare – con funzione di nucleo –

 

C’era legna da ardere

e materiale adesivo,

nel restìo retroterra

dei capelli raccolti.

 

Bramosia radicale

o massiccio dissodamento ?

Si riaccese arduo un consulto.

 

C’era legna da ardere

e materiale adesivo,

nella voce smunta

bisognosa di detersione.

 

 

Lapidaria è la voce.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                  

 

             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SUMMA – LE DIVERGENZE SOCIALI

 

Traspira il  tendine scosso

rischiarato dalle candele.

 

 

Sotto la soglia di povertà

le labbra sono surriscaldate,

trafugate da calamite in ruota,

che si assottigliano in falde

per infondate pietanze.

 

Le labbra sono catapultate

in  fitte cospirazioni,

avvicendate o arrese

in  vago soccombere.

 

 

 

 

 

 

 

 

TABULATO

 per richiedenti asilo

 

 

Invitante colore di pietre:

c’era come una mandria brulla

e volumizzata.

 

 

Si sono alzate le voci dalle spalle ruggenti,

dalle schiene nude decorticate.

Invano gli occhi hanno cercato

spregiudicatezza di sguardo

lungo il sentiero.

 

Hanno falciato le piante,

imbandito i volti sopra un sudario.

 

 Sinuose le vene tendi,

in vicinanza di giungla –

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                    

                                                                  

 

 

                                               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

La nevicata invadeva  trainando

 i cupi passi di risoluzione.

 La sottigliezza del collo imbottiva

-  assetando -  i  fiochi  raschi

 di una voce  sintetizzata.

 

Nell’abbassare il volto  ho indossato fiumi ,

 rovine acerbe su  intrise distanze,

ho esaminato aule con sensazioni di allagamento.

 

 

 

Non mettere in mano un’arma al pianeta terra,

dal  muro insorto che  è in posizione di preminenza.

 

Continuum / Parto

 

 

Trema la terra come valvola ossuta e imbracciata,

che un vento caldo contraddistingue.

Polsi dolenti risultano opachi :

 

 il seme è tondo,

tra le macerie schiuse  nell’orto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mani ampie aderiscono al suolo come trombe propiziatorie

e  comprimono il  caldo  disegno del corpo

con  impavido inseguimento.

              

Gli amanti piombano riarsi

e catalizzati su acide  rive      

attaccati alle spighe,

come  tele drastiche  ed  essudative.

      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una   folgore   pende  dai rami:

invettiva acerba    o geometrica spia 

nel  maliardo verificarsi del mondo?

 

 

 

 

Abitando una parte del corpo divincolarsi

con clamore  acerrimo / solvere vincula /.

 

 

 

Ho spianato la pelle del viso  con ignota  profumazione,

sommergendo  brocche riempite, come alti stivali in cuoio.

Si fronteggiano sguardi divaricati e setosi.

 

 

 

 

Abitando una parte del corpo divincolarsi

con fragore  acerrimo / solvere vincula /.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fasi sintetiche

 

 

Profuma il nodo di sintesi.

Il cuore è calvo dentro sacche di resistenza.

 

 

Una volta che io abbia spinto la panca del dubbio

 su un   profilo di   magnetici  cedimenti,

potrò  arare  il volto  di  vaste  cesure.

                     

 

Lo scandalo resta in  fondo  una   prova  di  radicalismo,

una veste  asciutta  calata  sul ventre nel  giorno indicato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Porgi il dito del temibile azzardo :

 

era bruno e nascosto in un sacco

 

reclinato in un alto fusto spaziato

 

nettamente essiccato al sole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho trascorso un giorno al tuo fianco,

modellata e accesa nella curva della luce al neon,

spalancando il volto in un avido  squarcio profondo.

Ancor prima del solco del visibile fremito d’ali

sono terra e vivo nitore,

argentato golfo di emendamenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RIBATTUTE  SILLABE  NEGANTI

 

 

 

Non può stare acerba su un pozzo

 

la tua mano aperta

 

ad un passo dal sostentamento.

 

Si sfrangia e cresce

 

inumidita

 

questa cruda distanza

 

con processo di ossificazione.

 

Non può stare acerba

 

una  nuda speranza

 

che insidiosa si pressa

 

e tumida si dispone

 

contraendo suoni

 

o succhiandoli.

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ruvida

 

affondo

 

marcata

 

in posizione di lupo

 

[ scatto frontale ]

 

 illesa

 

vigilo

 

scaltra

 

dentro  scissioni

 

intessuta di  alga

 

o  polpa di frutto.

 

 

Districo

 

profumata

 

il giorno spinoso

 

propagata di fauci

 

soda nel dubbio.

 

Fresca  sono nel salto

 

nella tensione mammaria

 

ardua in cremosità di scompiglio

 

Emorragica                   questa                   scansione                 [ eterna ]

 

 

 

 

* Anna Laura Longo, ha una formazione di stampo umanistico – musicale. Unitamente agli studi classici e letterari si è diplomata  in pianoforte, perfezionandosi  presso l’Arts Academy di Roma, approfondendo in particolare lo studio della musica da camera e contemporanea. Si è accostata alle arti marziali, interessandosi all’aspetto spaziale e allo studio del movimento, ricercando la dimensione espressiva ed estetica del gesto. Pluripremiata  in concorsi nazionali pianistici, svolge attività concertistica e didattica, collaborando anche a periodici. Il  suo percorso è fondamentalmente teso ad esplorare le varie forme di “scritture” e le relative possibilità di commistione, cercando di capire come, nella contemporaneità, vadano muovendosi e sviluppandosi le riflessioni intorno al suono ed  alla parola e quali urgenze  ed affinità sia di tipo espressivo, che di tipo stilistico possano avere forme di linguaggio diverse, avviando un discorso esteso sulla percezione.  

Ha pubblicato il volume Plasma – Sottomultipli del tema  “Ricordo” (Fermenti Editrice, 2004).




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