Sorvegliata da luci notturne
preservo un largo scudo intagliato:
vibratoria mucosa di perennità.
Accentrare – con funzione di
nucleo
Il cavo della mano,
come il solco di un treno in transito,
fu mensa incisa da giuramenti.
C’era legna da ardere
e materiale adesivo,
nella voce lustra,
che concesse palpitazioni.
Mitigata è la voce,
elemento duttile,
raggruppato nel jersey,
come un’alta fascia unitaria.
Accentrare – con funzione di nucleo –
C’era legna da ardere
e materiale adesivo,
nel restìo retroterra
dei capelli raccolti.
Bramosia radicale
o massiccio dissodamento ?
Si riaccese arduo un consulto.
C’era legna da ardere
e materiale adesivo,
nella voce smunta
bisognosa di detersione.
Lapidaria è la voce.
SUMMA – LE DIVERGENZE SOCIALI
Traspira il tendine scosso
rischiarato dalle candele.
Sotto la soglia di povertà
le labbra sono surriscaldate,
trafugate da calamite in ruota,
che si assottigliano in falde
per infondate pietanze.
Le labbra sono catapultate
in fitte cospirazioni,
avvicendate o arrese
in vago soccombere.
TABULATO
per richiedenti asilo
Invitante colore di pietre:
c’era come una mandria brulla
e volumizzata.
Si sono alzate le voci dalle
spalle ruggenti,
dalle schiene nude decorticate.
Invano gli occhi hanno cercato
spregiudicatezza di sguardo
lungo il sentiero.
Hanno falciato le piante,
imbandito i volti sopra un
sudario.
− Sinuose le vene tendi,
in vicinanza di giungla –
La nevicata invadeva trainando
i cupi passi di risoluzione.
La sottigliezza del collo imbottiva
- assetando -
i fiochi raschi
di una voce
sintetizzata.
Nell’abbassare il volto ho indossato fiumi ,
rovine acerbe su intrise distanze,
ho esaminato aule con
sensazioni di allagamento.
Non mettere in mano un’arma al
pianeta terra,
dal muro insorto che è in posizione di preminenza.
Continuum / Parto
Trema la terra come valvola
ossuta e imbracciata,
che un vento caldo
contraddistingue.
Polsi dolenti risultano opachi
:
il seme è tondo,
tra le macerie schiuse nell’orto.
Mani ampie aderiscono al suolo
come trombe propiziatorie
e comprimono il
caldo disegno del corpo
con impavido inseguimento.
Gli amanti piombano riarsi
e catalizzati su acide rive
attaccati alle spighe,
come tele drastiche ed
essudative.
Una folgore
pende dai rami:
invettiva acerba o geometrica spia
nel maliardo verificarsi del mondo?
Abitando una parte del corpo
divincolarsi
con clamore acerrimo / solvere vincula /.
Ho spianato la pelle del
viso con ignota profumazione,
sommergendo brocche riempite, come alti stivali in cuoio.
Si fronteggiano sguardi
divaricati e setosi.
Abitando una parte del corpo
divincolarsi
con fragore acerrimo / solvere vincula /.
Fasi sintetiche
Profuma il nodo di sintesi.
Il cuore è calvo dentro sacche
di resistenza.
Una volta che io abbia spinto
la panca del dubbio
su un
profilo di magnetici cedimenti,
potrò arare
il volto di vaste
cesure.
Lo scandalo resta in fondo
una prova di radicalismo,
una veste asciutta
calata sul ventre nel giorno indicato.
Porgi il dito del temibile
azzardo :
era bruno e nascosto in un
sacco
reclinato in un alto fusto
spaziato
nettamente essiccato al sole.
Ho trascorso un giorno al tuo
fianco,
modellata e accesa nella curva
della luce al neon,
spalancando il volto in un
avido squarcio profondo.
Ancor prima del solco del
visibile fremito d’ali
sono terra e vivo nitore,
argentato golfo di emendamenti.
RIBATTUTE SILLABE
NEGANTI
Non può stare acerba su un pozzo
la tua mano aperta
ad un passo dal sostentamento.
Si sfrangia e cresce
inumidita
questa cruda distanza
con processo di ossificazione.
Non può stare acerba
una nuda speranza
che insidiosa si pressa
contraendo suoni
o succhiandoli.
Ruvida
affondo
marcata
in posizione di lupo
[ scatto frontale ]
illesa
vigilo
scaltra
dentro scissioni
intessuta di alga
o
polpa di frutto.
Districo
profumata
il giorno spinoso
propagata di fauci
soda nel dubbio.
Fresca sono nel salto
nella tensione mammaria
ardua in cremosità di scompiglio
Emorragica questa scansione [ eterna ]
* Anna Laura Longo, ha una formazione di
stampo umanistico – musicale. Unitamente agli studi classici e letterari si è
diplomata in pianoforte,
perfezionandosi presso l’Arts Academy di
Roma, approfondendo in particolare lo studio della musica da camera e
contemporanea. Si è accostata alle arti marziali, interessandosi all’aspetto
spaziale e allo studio del movimento, ricercando la dimensione espressiva ed
estetica del gesto. Pluripremiata in
concorsi nazionali pianistici, svolge attività concertistica e didattica,
collaborando anche a periodici. Il suo
percorso è fondamentalmente teso ad esplorare le varie forme di “scritture” e
le relative possibilità di commistione, cercando di capire come, nella
contemporaneità, vadano muovendosi e sviluppandosi le riflessioni intorno al
suono ed alla parola e quali
urgenze ed affinità sia di tipo
espressivo, che di tipo stilistico possano avere forme di linguaggio diverse,
avviando un discorso esteso sulla percezione.
Ha pubblicato il volume Plasma – Sottomultipli del tema “Ricordo”
(Fermenti Editrice, 2004).