L’Altro
Poi ho capito che l’amore è altro
è altro da sé
l’altro sé
l’anagramma composto delle nostre vite
incrociate come un gioco di specchi
il cavallo che avanza
e la regina fa scacco matto
ma pensaci,
diavolo che non sei altro
siamo noi l’Altro!
siamo dentro e fuori dal mondo
nella morte opalescente del fondo
già, tu lo sai che siamo altro
altro da noi
e siamo Noi
Il graffio
La perfetta simmetria di un volto
non interessa l’Anatomia Estetica
la mano dell’artista non cerca
nessuna imitazione
ma vera idealizzazione
quel taglio irregolare
non rende il tuo viso speculare
il diavolo, nascosto nei dettagli,
ha cucito di ago malfermo
la linea delle labbra
una cicatrice, la tua
simile al mio amore per gli errori
correggerli non ci
salva
dunque,
siamo morti sul serio
nella notte accendo un cero
sui tuoi occhi di cioccolata
accoccolata su una tomba
stendo il divano delle braccia
e così tu mi ritrai
dissepolta, nella mia pelle di latte
al profumo della cadaverina
tra muschi e ragni tra le gambe
e io,
la gatta che l’uccello ha preso al balzo
non posso che amare le lunghe unghia
con cui scalfisci il marmo
aspettami solo un momento,
questo attimo è un monumento
le statue si alzano da terra
la bimba malata ha una mano spezzata
e con essa danza la sua danza macabra
ma tu,
tu che vedi aldilà
scolpiscimi ora
sulla punta della tua lancia
crocifissa in ghirigori di ferro battuto
mentre scavalco la vita
a cavallo di una piccola morte
Tulipani
Un giorno la donna partorì con dolore
ma la luce concessa le spense il
giorno
Il bimbo, orfano del mondo,
passò la vita all’interno di un
bosco,
intagliava radici con dita di
lama
e cacciava perché uccidere è
facile
Finché un giorno
rincorrendo una fiera tra le
fronde
si spinse al limite del bosco
Incerto, tra i rami di quercia,
un pavone dalle piume di smeraldo
aprì il suo ventaglio tra le
foglie
E la mano corse al sasso
in un tripudio di sangue
scarlatto
perché uccidere è facile
L’orfano staccò una piuma dal
pavone
e se ne fece vanto
fu allora che prese il monopolio
della forza
calpestando la bellezza delle ali
non voleva voli alle sue mani
Ma la madre amorosa e terribile
lo aspettava al varco
e chiese venia alla terra
l’orfano
al grasso fango dell’erba
L’origine del tutto
gli si spalancò di scatto
nella caverna, quel piccolo antro
fessura del mondo, feritoia,
apertura
dove vide ombre e dita e danze
Ma quando cercò di toccarle
esse svanirono e la giostra
cadde,
l’orfano pianse
Sul muro,
rimase suo fratello, il gemello
l’altro che aveva ucciso nello
specchio
credendolo diverso
L’orfano cadde a terra
perché uccidere è facile
e l’antro stretto
Passarvi è l’impervio lavoro
del ciabattino
che modella passi di aria
orme di un passaggio
svanite nella neve
e i tulipani stanno a guardare
Mutilazioni
Il mio primo giorno di lavoro.
Camminare per strade di fuoco.
Gabbiani raccolgono briciole sulle case.
Lontano dal mare.
Seguo la linea distorta del tempo.
Scorgo ferite brunite.
Roghi di parole.
Bucato da lavare.
Ancora un passo.
Rimando indietro il lento disgusto.
Una zingara al semaforo.
La sua gonna a campana.
Capelli di rame.
Il cielo è una nuvola di catrame.
Cenerentola è rimasta a casa.
Biancaneve è sepolta dalla neve.
Ofelia ha un sorriso ondivago.
Neanche il mio seno prega per me.
Morirò. Ne sono certa.
Un usignolo d’inverno.
Con una spina nel petto.
Morrai anche tu. È detto.
Reo di essere il mio Romeo.
Altri sfoglieranno parti di me.
Apriranno fogli di versi.
Squarciandomi gambe e anche.
Così sarò posseduta in eterno.
Il vostro fuori sarà il mio dentro.
Nota a margine
A te che leggi in nota
sappi che anche il mio cuore
trattiene il respiro nel polmone
di fronte alla lucertola che guizza
cambiando pelle tra l’erba delle gambe
allevo spirali di rododendro
e faccio sesso con
il senso
* Chiara Cretella, dottore di Ricerca in Italianistica, si occupa a livello specialistico e giornalistico di critica d’arte, controculture, studi di genere, poesia e narrativa. Attiva come performer e organizzatrice culturale, è presente in antologie e riviste. È caporedattrice della rivista di poesia e studi di genere Le voci della luna. Tra le sue pubblicazioni il romanzo Gli insetti sono al di là della mia compassione, (Pendragon 2003) e la curatela del volume di Camillo Boito, Senso. Storielle vane, (Allori 2005).