CHECKPOINT POETRY
CHIARA CRETELLA
 


L’Altro

 

Poi ho capito che l’amore è altro

è altro da sé

l’altro sé

 

l’anagramma composto delle nostre vite

incrociate come un gioco di specchi

 

il cavallo che avanza

e la regina fa scacco matto

 

ma pensaci,

diavolo che non sei altro

 

siamo noi l’Altro!

 

siamo dentro e fuori dal mondo

nella morte opalescente del fondo

 

già, tu lo sai che siamo altro

 

altro da noi

e siamo Noi

 

 

Il graffio

 

La perfetta simmetria di un volto

non interessa l’Anatomia Estetica

 

la mano dell’artista non cerca

nessuna imitazione

ma vera idealizzazione

 

quel taglio irregolare

non rende il tuo viso speculare

il diavolo, nascosto nei dettagli,

ha cucito di ago malfermo

la linea delle labbra

 

una cicatrice, la tua

simile al mio amore per gli errori

 

correggerli non ci salva

 

dunque,

siamo morti sul serio

 

nella notte accendo un cero

sui tuoi occhi di cioccolata

 

accoccolata su una tomba

stendo il divano delle braccia

 

e così tu mi ritrai

dissepolta, nella mia pelle di latte

al profumo della cadaverina

 

tra muschi e ragni tra le gambe

 

e io,

la gatta che l’uccello ha preso al balzo

 

non posso che amare le lunghe unghia

con cui scalfisci il marmo

 

aspettami solo un momento,

questo attimo è un monumento

 

le statue si alzano da terra

la bimba malata ha una mano spezzata

e con essa danza la sua danza macabra

 

ma tu,

tu che vedi aldilà

scolpiscimi ora

 

sulla punta della tua lancia

crocifissa in ghirigori di ferro battuto

 

mentre scavalco la vita

a cavallo di una piccola morte

 

 

Tulipani

 

Un giorno la donna partorì con dolore

ma la luce concessa le spense il giorno

 

Il bimbo, orfano del mondo,

passò la vita all’interno di un bosco,

intagliava radici con dita di lama

e cacciava perché uccidere è facile

 

Finché un giorno

rincorrendo una fiera tra le fronde

si spinse al limite del bosco

 

Incerto, tra i rami di quercia,

un pavone dalle piume di smeraldo

aprì il suo ventaglio tra le foglie

 

E la mano corse al sasso

in un tripudio di sangue scarlatto

perché uccidere è facile

 

L’orfano staccò una piuma dal pavone

e se ne fece vanto

fu allora che prese il monopolio della forza

calpestando la bellezza delle ali

non voleva voli alle sue mani

 

Ma la madre amorosa e terribile

lo aspettava al varco

e chiese venia alla terra l’orfano

al grasso fango dell’erba

 

L’origine del tutto

gli si spalancò di scatto

nella caverna, quel piccolo antro

fessura del mondo, feritoia, apertura

dove vide ombre e dita e danze

 

Ma quando cercò di toccarle

esse svanirono e la giostra cadde,

l’orfano pianse

 

Sul muro,

rimase suo fratello, il gemello

l’altro che aveva ucciso nello specchio

credendolo diverso

 

L’orfano cadde a terra

perché uccidere è facile

e l’antro stretto

 

Passarvi è l’impervio lavoro

del ciabattino

che modella passi di aria

orme di un passaggio

svanite nella neve

 

e i tulipani stanno a guardare

 

 

Mutilazioni

 

Il mio primo giorno di lavoro.

Camminare per strade di fuoco.

Gabbiani raccolgono briciole sulle case.

Lontano dal mare.

 

Seguo la linea distorta del tempo.

Scorgo ferite brunite.

Roghi di parole.

Bucato da lavare.

 

Ancora un passo.

Rimando indietro il lento disgusto.

Una zingara al semaforo.

La sua gonna a campana.

Capelli di rame.

Il cielo è una nuvola di catrame.

 

Cenerentola è rimasta a casa.

Biancaneve è sepolta dalla neve.

Ofelia ha un sorriso ondivago.

Neanche il mio seno prega per me.

 

Morirò. Ne sono certa.

Un usignolo d’inverno.

Con una spina nel petto.

 

Morrai anche tu. È detto.

Reo di essere il mio Romeo.

 

Altri sfoglieranno parti di me.

Apriranno fogli di versi.

Squarciandomi gambe e anche.

 

Così sarò posseduta in eterno.

 

Il vostro fuori sarà il mio dentro.

 

 

Nota a margine

 

A te che leggi in nota

sappi che anche il mio cuore

trattiene il respiro nel polmone

di fronte alla lucertola che guizza

cambiando pelle tra l’erba delle gambe

 

allevo spirali di rododendro

e faccio sesso con il senso

 

 

* Chiara Cretella, dottore di Ricerca in Italianistica, si occupa a livello specialistico e giornalistico di critica d’arte, controculture, studi di genere, poesia e narrativa. Attiva come performer e organizzatrice culturale, è presente in antologie e riviste. È caporedattrice della rivista di poesia e studi di genere Le voci della luna. Tra le sue pubblicazioni il romanzo Gli insetti sono al di là della mia compassione, (Pendragon 2003) e la curatela del volume di Camillo Boito, Senso. Storielle vane, (Allori 2005).

 




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