Anno VII - Gennaio 2012 poesia della settimana

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Banksy, Ramallah, 2005

ARCHIVIO DELLE IMMAGINI


  IN PRIMO PIANO
POSTILLE CRITICHE
Sanguinando per Sanguineti (Cabaret letterario per lettori sfrontati)
di Donato di Stasi

PREMIO NOBEL 2011
Tomas Tranströmer, il poeta intenso e scarno dei Mari Baltici
di Tiziana Colusso

DISCUSSIONI
Il ‘caso Lucio Magri’ e l’interrogazione etica e giuridica sulla libertà di morire
di Domenico Donatone

APPUNTI E RIFLESSIONI
E-publishing, self-publishing, booktrailer, new marketing: come cambia l’editoria
di Fabio Mercanti


SPAZIO LIBERO
CINEPRIME
“Midnight in Paris”: una dichiarazione d’amore per la capitale francese
di Enzo Natta

CINEPRIME - 2
“The Artist”: un’operazione-nostalgia in squisito bianco & nero d’epoca
di Enzo Natta

MARIO LA CARRUBBA
Pittura per diagonali d’aria e triangolazioni
di cielo
di Plinio Perilli

“DIGITALIFE 2”
La tecnoarte degli ultracorpi
di Jolanda La Carrubba

BANDI LETTERARI
Premio nazionale di poesia Bagni di Lucca – 2a edizione 2011-2012


TEATRICA
TEATRO E CRITICA (2)
Senza i venti dei viaggi teatrali non si può pensare al futuro
di Eugenio Barba

FORMAZIONE TEATRALE (1)
Uno sguardo sull’arte dell’attore/danzatore attraverso alcuni libri di pedagogia scenica
di Alfio Petrini

MUTA IMAGO
Chi chiuderà la forbice tra dire e fare, tra essere e sembrare?
di Alfio Petrini


CHECKPOINT POETRY
testi in versi di :
LEOPOLDO ATTOLICO

ROSALBA DE FILIPPIS

PLINIO PERILLI


AUDIO POETRY
Audiofile di:
MARCO PALLADINI – AMEDEO MORRONE

JONIDA PRIFTI


LE VIE DEL RACCONTO
MILENA MASSALONGO


  LUOGO COMUNE
IL 4° PREMIO DI LETTERATURA ON-LINE “LE RETI DI DEDALUS” A LORENZO ESPOSITO


PENSIERI CRITICI
Perché la scrittura creativa, come un virus, non ha paura della parola ‘morte’
di Mario Lunetta

FERRUCCIO PARAZZOLI
“Altare della Patria”: il buongiorno (alla) notte
di Sarah Panatta

NUOVI POETI
L’elegia paterna di Andrea Ponso e lo stallo emotivo di Carlo Carabba
di Domenico Donatone

FEDERICO CAPONERA
Versi intinti nell’orrore tra Baudelaire e i Radiohead
di Francesca Fiorletta

TESTIMONIANZE
Un poetico Natale tra i poveri vecchi e nuovi
di Enrico Pietrangeli


INTERVISTE
STEFANO LANUZZA
Il ‘caso’ Céline tra potenza visionaria della scrittura e scandaloso antisemitismo
di Aline Cheveux

FOLCO QUILICI
Gli infiniti mari di un viaggiatore del mondo
di Alessandro Ticozzi


LETTERATURE MONDO
CHRISTA WOLF (1929-2011)
La ‘pallida madre’ emersa dalla Germania divisa
di Alberto Scarponi

LETTERATURA PARAGUAIANA
Dopo la fine della dittatura, una sperimentazione senza complessi
di Esteban Bedoya


TRADUCENDO MONDI
DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA UNGHERESE (1)
Dalla tradizione storico-realistica alla ricerca scenica
di Dóra Várnai

DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA UNGHERESE (2)
György Spiró: “Quartetto” - Zoltán Egressy: “Spinaci e patatine fritte”
a cura di Dóra Várnai


METICCIA.IT
ELVIRA DONES
Una sporca, raccapricciante “Piccola guerra perfetta”
di Fabio Mercanti


LETTURE
MARIO LUNETTA
(Francesca Fiorletta)

JOHN DENSMORE
(Cosimo Ruggieri)

DORELLA CIANCI
(Sergio D’Amaro)

GIULIA PENZO
(Enrico Pietrangeli )


 
 

 

(Indizi di guerre civili)

 

 

Tra le stelle non mi smarrirò

che sulla spalla mi apporta e sul futuro

                   sfrangiarsene dell’inverno

                   la tua non scarsa non avara oblazione a sera

Offerte e riprese un po’ più lungi per lingue

raccolte in acini argentei, di crollate oscurità in sé, sé con sepolto e sotto.

Alberi, collusioni. Colori che

anelano dentro il grigio                                                              che non è grigio

che non è nulla                                                                           che non mi basta

che fascia e sfascia – con alberi e stelle – ogni collusione

                   dunque:

stelle, per così dire, o fuochi presi al lazo

                                                     del microscopico oscuro

raccattati e tirati su

in intimo           in arduo,

castagne/fuochi tratte dal fuoco

e divenute i molti, determinati occhi del tuo molesto

                                                       crescere di non-essere

                                                       e quella foschia che nemmeno cova

tanta è la sua discrezione e tenacia –

che nemmeno accarezza

che nemmeno addormenta

       Troppi alberi sfilati ingrafati embricati

        fillotassi che sale-su sale e fa gorgo                fill fill fill su

        lentissima per le innumeri luci

        più che accennate a confusi a bisbiglianti a non mai collaudati

Ma tra le stelle non mi smarrirò, mio vecchio dolciume.

Opporrò uno stato precario, appoggiato io, peggio che luna, al cancello.

Appoggiato, si sa. Per modulare, si sa. In fatata morte,

                                                  in colore ottimo.

                                                  in filtro       corda-vocale, spot, Satchmo nero.

                                                  Appoggiato. Semplice. In papilla, tonsilla, biffa.

 

 

                                                                     Andrea Zanzotto

 

                                                                    (Il galateo in bosco,

                                                                     Mondadori, 1978)



 
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